tramonti

Lo spettacolo della fine – XXVIII.

Dalla luce indifferente e dorata
al tramonto dei sensi
nel cuore del desiderio, ecc.
Sdraiato sul letto dietro la console
osservo un tramonto terrestre.
La steppa confonde e disorienta,
i suoi odori provengono da ricordi
industriali ed erbe innominabili
suscitano un approccio tattile e un calore
estinto s’insinua nella distanza dal mondo
del prima. Il viola ostile
che si appressa ai campi e la bruma
sulla striscia aerea che avvolge
lo sguardo scende da un cielo immutabile.
Poi, come in una notte d’estate,
l’imbrunire trasforma il paesaggio,
la comunione crepuscolare e mediterranea
dei corpi in un riverbero, nel canto basso
all’orizzonte di una sfumatura dorata,
la fine nuda che chiude ogni riflesso.

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