INSIDE OUT: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

INSIDE OUT: Il Cinema del venerdì – di Francesco Torre

Carteggi Letterari - critica e dintorni

INSIDE OUT

Regia di Pete Docter.
Usa 2015, 94’.
Distribuzione: Walt Disney.


Inside-out-poster

Riley ha 11 anni ed è l’unica figlia di una classica coppia borghese WASP americana, in trasloco dal Minnesota a San Francisco. Niente auto, robot o animali parlanti accolgono il suo arrivo, nessun supereroe accompagna le sue avventure. Nel suo orizzonte narrativo, solo sprazzi di ordinaria vita di città: una nuova scuola, gli allenamenti di hockey e la nostalgia della vita di un tempo. In compenso, però, dentro il suo cervello succede di tutto. Lì, le emozioni primarie influenzano ogni azione, guidando di fatto il destino della bambina. In tutto sono cinque e hanno le sembianze di colorati pupazzi digitali: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto. Osservano il mondo attraverso gli occhi di Riley come se fossero all’interno di una navicella spaziale, e manipolano ogni reazione tramite una pulsantiera, non sempre in modo consensuale. Ovviamente, entro i confini…

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Samir Galal Mohamed e i poeti del ventunesimo secolo

Samir Galal Mohamed e i poeti del ventunesimo secolo

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Alfredo Nicotra

A un maestro

Io l’ho detto,

pronosticato:

il poeta del ventunesimo secolo

sarà figlio di lavavetri. O di chi

paghiamo per pulire. (Se)

avrà frequentato un buon liceo:

sarà figlio nostro – a metà;

si farà maestro,

sì: sarà satollo.

Queste ciocche mulatte

ci divoreranno.

Mettere nella nostra lingua una lingua straniera, come affermava Gilles Deleuze, farle balbettare qualcosa del nostro vissuto lacerante, è quanto si propone senza tregua la poesia di Samir Galal Mohamed, giovane poeta tra i sette inclusi nel Dodicesimo quaderno di poesia italiana contemporanea, a cura di Franco Buffoni, Marcos y Marcos, 2015.

Le sue sono poesie scarne, essenziali, simili al deserto da cui proviene il padre (Samir Galal Mohamed è nato nelle Marche, in provincia di Pesaro Urbino, nel 1989, da madre italiana e padre egiziano), lontane da una ricerca estetica sul significante, come invece in molta poesia contemporanea, eppure capaci…

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Osip Mandel’štam: una poesia da “Ottanta Poesie”, a cura di Remo Faccani (Einaudi, 2009) – Postille ai testi

Osip Mandel’štam: una poesia da “Ottanta Poesie”, a cura di Remo Faccani (Einaudi, 2009) – Postille ai testi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Osip Mandel’štam: una poesia da Ottanta Poesie

ottanta poesie

Epoca

Chi potrà, mia epoca, mia belva,
fissarti nelle pupille un istante
e di due secoli agganciare le vertebre
incollandole con il proprio sangue?
Le cose terrestri dalla gola
zampillano sangue carpentiere;
sul limitare dei nuovi giorni
che, se non il mangiafumo, trema?

La creatura fino a che c’è vita
deve in giro portare la sua schiena,
e l’onda, il flutto al gioco si affidano
di un’invisibile spina dorsale.
Tenere cartilagine di bimbo
è l’epoca neonata della terra:
di nuovo hanno sacrificato l’apice
della vita come fosse un agnello.

Per scioglier l’epoca dalle catene,
per dare inizio a un mondo nuovo
bisogna, a mo’ di flauto, unire insieme
le piegature dei nodosi giorni.
È l’epoca a gonfiare d’angoscia
umana il flutto che s’increspa; e l’aurea
misura dell’epoca ha il respiro
della vipera nascosta fra l’erba.

E ancora le gemme si gonfieranno,
la vegetazione…

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Le narrazioni (a cura di Daniele Greco) – Ricardo Menéndez Salmón, “Bambini nel tempo”, Marcos y Marcos, 2015

Le narrazioni (a cura di Daniele Greco) – Ricardo Menéndez Salmón, “Bambini nel tempo”, Marcos y Marcos, 2015

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La ferita, la cicatrice, la pelle.
Sull’ultimo romanzo di Ricardo Menéndez Salmón, Bambini nel tempo, Marcos y Marcos, 2015.

Bambini-nel-tempo

Quanti ancora non conoscono l’opera di Ricardo Menéndez Salmón dovrebbero correre ai ripari cercando di colmare questa imperdibile lacuna, magari iniziando proprio dall’ultimo suo libro intitolato Bambini nel tempo (Marcos y Marcos, 2015, traduzione di Claudia Tarolo).
Il quarantaquattrenne scrittore spagnolo ha concepito un “romanzo nel romanzo” in cui ogni storia entra poco alla volta in quella successiva, lasciando al lettore il gusto di scorgere, nel finale, dove vadano a collocarsi gli eventi letti in precedenza.
Suddiviso in tre capitoli – “La ferita”, “La cicatrice”, “La pelle” – il libro, a un primo livello di lettura, racconta tre infanzie: una di queste ferita a morte, una ricucita e cicatrizzata, infine l’ultima prossima a incarnarsi nel bambino che una donna incinta porta in grembo. Tuttavia, leggendo e rileggendo alcuni passi fondamentali…

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Poeti italiani (11) – Spazio inediti: Marco Giovenale

Poeti italiani (11) – Spazio inediti: Marco Giovenale

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Poeti italiani (11) – Spazio inediti: Marco Giovenale


Marco Giovenale

sette testi da

OSSIDIANE

[ libri 4 e 5 ]

retroverso (clac), vestito dello sbaglio, “si” avanza” nella storia, il personaggio, duecento anni dopo la morte del romanzo.

è pieno di zombie che non ci si crede. la morte dell’arte frequenta la mostra di sé al bastiglietto, l’assente italiano.

anche gli orsi sono in carcere fuori non c’è più nessuno | sono malati male

*

«Se si tratta di cosa che richieda attenzione», osservò Dupin mentre si asteneva dall’accendere il lume «potremo esaminarla con più concentrazione nel buio»
[ E.A.Poe, La lettera rubata ]

non sa di cosa è fantasma.

ha un piano | per la città delle scale.

solo se pensa alla sua | guancia sinistra.

lo zinco si deposita nei tessuti. | fa (facile): «azoto».

*

schelettra fontana di battiti | fratelli riddarissa

moins / mois / (mosè!)

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Poeti tradotti da poeti: Fabio Pusterla traduce Eugénio de Andrade

Poeti tradotti da poeti: Fabio Pusterla traduce Eugénio de Andrade

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Fabio Pusterla traduce Eugénio de Andrade, Ostinato rigore. Epitafios, Porto, Limiar, 1984 


REQUIEM PARA PIER PAOLO PASOLINI

Eu poco sei de ti mas este crime
torna a morte ainda mais insuportável.
Era novembro, devia fazer frio, mas tu
já nem o ar sentias, o pròprio sexo
que sempre fora fonte agora apunhalado.
Um poeta, mesmo solar como tu, na terra
é pouca coisa: uma navalha, o rumor
de abril podem matá-lo – amanhece,
os primeiros autocarros já passaram,
as fábricas abrem so portões, os jornais
anunciam greves, repressão, dois mortos na primeira
página, o sangue apodrece ou brilhará
ao sol, se o sol vier, no meio das ervas.
O assassino esse seguirá dia após dia
a insultar o amargo coração da vida,
no tribunal insinuará que respondera apenas
a uma agressão (moral) com outra agressão,
como se alguém ignorasse, excepto claro
os méritissimos juízes, que as putas desta espécie

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Andrea Zanzotto: una poesia da “Meteo” (Donzelli, 1996) – Postille ai testi

Andrea Zanzotto: una poesia da “Meteo” (Donzelli, 1996) – Postille ai testi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Andrea Zanzotto: una poesia da Meteo

Zanzotto - Fioroni Giosetta Fioroni, Leggende (disegno per Meteo).

Leggende

Nel compleanno del maggio
«Tu non sei onnipotente»
dice la pallida bambina

*

Polveri di ultime, perse
battaglie tra blu e verde
dove orizzonti pesano sulle erbe

*

Lievi voci, api inselvatichite –
tutto sogna altri viaggi
tutto ritorna in minimi fitti tagli

*

Forse api di gelo in sottili
invisibili sciami dietro nuvole –
Non convinto il ramoscello annuisce

*

Voglie ed auguri malaccetti,
viole del pensiero
sotto occhi ed occhi
—————————–quando maggio nega

*

Il bimbo-grandine, gelido ma
risorgente maggio,
«Non sono onnipotente»
batte e ribatte sui tetti

*

«Mai più maggio» dicono
in grigi e blu
segreti insetti grandini segrete

*

Mai mancante neve di metà maggio
chi vuoi salvare?
Chi ti ostini a salvare?

*

Come, perché, il più cupo
maggio del secolo – cento
anni d’oscurità in un mese?

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“KRILL” di Gabriele Belletti, Marcos y Marcos, Milano 2015

“KRILL” di Gabriele Belletti, Marcos y Marcos, Milano 2015

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Krill di Gabriele Belletti, Marcos y Marcos, Milano 2015

Esce domani in libreria Krill, l’ultimo lavoro di Gabriele Belletti (classe 1980) per Marcos y Marcos. Siamo felici di presentarlo in anteprima per Carteggi Letterari.


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Fabio Pusterla, in quarta di copertina, ci avverte della “stranezza” del libro, del suo essere fuori dal comune riferendosi, con ogni probabilità, alla recente produzione in versi italiana. Mi viene da aggiungere che siamo di fronte a un’operazione “estranea”, non nel senso di una presunta “originalità”, quanto piuttosto in quello di un’avvertita instabilità del soggetto in termini di alienazione rispetto ai tempi in cui è scritta l’opera.
Provo a spiegarmi: il testo è composto dalla sovrapposizione tra l’esperienza collettiva di un disastro – l’incidente della piattaforma “Deepwater Horizon” dell’aprile 2010, avvenuto nel Golfo del Messico e che provocò un danno ambientale incommensurabile sugli ecosistemi marini e antropici coinvolti – e quella individuale di una…

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Consonanze e dissonanze di Lorenzo Mari – Cercando “Vie di fuga” (Besa, 2015) con Daniele Comberiati

Consonanze e dissonanze di Lorenzo Mari – Cercando “Vie di fuga” (Besa, 2015) con Daniele Comberiati

Carteggi Letterari - critica e dintorni

CONSONANZE E DISSONANZE / Cercando “Vie di fuga” (Besa, 2015) con Daniele Comberiati

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Pur sperando segretamente in una secca smentita, ci sono zone d’Italia che mi sembrano largamente trascurate dall’immaginario letterario canonico, e tra queste, mi pare che spicchi, per estensione e importanza, un’intera regione: la Calabria. I luoghi di Saverio Strati, Corrado Alvaro e Enzo Siciliano non sono stati battuti da scrittori altrettanto noti, negli ultimi anni, e anche il recente film di Francesco Munzi, Anime nere (2014), avanza attraverso terre scarsamente esplorate dal cinema italiano.
Forse questo fatto non si traduce ipso facto in un vero e proprio vuoto nella coscienza locale e nazionale, ma ciò può comunque aumentare la vulnerabilità simbolica di questa terra. E la parola di Daniele Comberiati, con il suo ultimo romanzo, Vie di fuga (Besa, 2015), si trova allora ad entrare in un vero e proprio cono d’ombra, dove i consueti riferimenti…

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Su “I costruttori di vulcani” – Carlo Bordini

Su “I costruttori di vulcani” – Carlo Bordini

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Chi sono ”I costruttori di vulcani” ? I poeti, i versi, gli esseri umani? E che senso ha costruire vulcani: un afflato eroico, un delirio cosmogonico, una sindrome da dr. Stranamore? Nell’ottimo e pregevole peritesto del libro di Carlo Bordini (I costruttori di vulcani-Tutte le poesie 1975-2010, luca sossella editore, ristampato nel dicembre 2014) c’è soltanto un rimando alla coesistenza di indifferenza e fuoco e ad Empedocle (nell’introibo di Roversi) e tuttavia, per citare l’autore, ..il titolo è sempre necessario e tanto più, sembrerebbe, questo, con la sua carica allegorica e ambivalenza ossimorica. Conviene quindi rivolgersi al testo, a questo lungo poema (un “fiume” per Roversi) travestito da summa riepilogativa per cercare il senso della freccia direzionale.

Un primo indizio è, indubbiamente, Efesto, l’attempato fabbro, claudicante come il ritmo della scrittura di Bordini, “zoppo” (“poesia zoppa” del resto si intitola uno dei testi) e incisivo al tempo stesso, rallentato e…

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