Come ossigeno che sfugge dall’argilla. Recensione a Illegali vene di Alfonso Lentini

Come ossigeno che sfugge dall’argilla. Recensione a Illegali vene di Alfonso Lentini

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Diego Conticello

Leggendo questo minuscolo libriccino di Alfonso Lentini, Illegali vene (Eureka Edizioni, Corato 2014), stampato pour les amis in sole cento copie, si ha la medesima sensazione – quasi tattile – di avere a che fare con le sue ormai celebri “poesie oggettuali”, in cui il ‘corpo/libro’ viene dapprima all’apparenza distrutto/destrutturato per essere poi ri-composto in accezioni generanti metafore più vive e pregnanti delle testuali, in cui la modalità visiva viene a sconvolgere – coinvolgere lo spettatore con maggiore immediatezza e risolutezza.

Ora la prospettiva viene ribaltata ed è il ‘testo’ a farsi, a diventare ‘corpo’ nel tentativo di “scrivere” l’autore stesso per, quasi in maniera sacrificale, comunicarne il vissuto, rifletterne gli spasmi in un dettato strutturato per rime interne, assonanze e sinestesie delineante un inceppamento, una rizomia specchio della contorsione di realia sempre sfuggenti eppure difficoltosi a elaborarsi.

scrivimi in fermo immagine

usa l’acqua salata

per bagnare…

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Milo De Angelis: una poesia da “Incontri e agguati” (Milano, Mondadori 2015) – Postille ai testi

Milo De Angelis: una poesia da “Incontri e agguati” (Milano, Mondadori 2015) – Postille ai testi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

In attesa di una lettura approfondita del nuovo libro di Milo De Angelis, pubblichiamo un testo dalla raccolta corredata di postilla (GD).


Milo De Angelis: una poesia da Incontri e agguati

Il tempo era il tuo unico compagno
e tra quelle anime inascoltate
vidi te che camminavi
sulla linea dei comignoli
ti aprivi le vene
tra un grammo
e un altro grammo
bisbigliavi l’inno dei corpi perduti
nel turno di notte
diceva cercatemi
cercatemi sotto le parole e avevi
una gonna azzurra e un viso
sbagliato e sulla tua mano
scrutavi una linea sola e il nulla
iniziò a prendere forma.


Postilla:

Certo è il tempo della fine a interrompere ancora il flusso. “Anime inascoltate”, “corpi perduti” e una notte che s’intensifica e copre le parole. I personaggi sono spettri, ombre che giungono da una realtà a stento percepibile, “una gonna azzurra e un viso” sono segnali più che dati concreti…

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Poeti italiani (9) – Spazio inediti: Vincenzo Frungillo

Poeti italiani (9) – Spazio inediti: Vincenzo Frungillo

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Poeti italiani (9) – Spazio inediti: Vincenzo Frungillo

In attesa di ospitare Vincenzo Frungillo alla piccola rassegna poetica organizzata a Messina da Carteggi Letterari il prossimo agosto, presentiamo alcuni inediti del poeta napoletano.

(GD)


Dismissione

Advocatus et non latro,
res miranda populo.

“Bisogna conciliare.
Non esistono prove
per una connessione di causa
tra la loro vita e la loro morte.
Dovremmo ricostruire l’ambiente
la meccanica pesante,
la strozzatura,
l’aria che manca,
dovremmo ricreare la temperatura,
l’inferno della tettoia,
la polvere che cola,
il polmone saturo,
il carcinoma,
la metastasi lungo la schiena.
Manca un testimone
per organizzare l’accusa,
nessuno vi darà ragione,
a voi la decisione,
la diretta generazione,
il ramo familiare,
la prova del sangue,
voi potreste parlare,
oppure tacere,
rispondere alla miseria
con l’istinto di sopravvivenza,
rimettere in linea lo stimolo-la risposta,
accontentarvi del poco che manca.
Perché dissotterrare tombe,
tentare le ombre?
All’uscita del Tribunale c’è un…

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Vignetta XXV, a.d. 2015

Vignetta XXV, a.d. 2015

Una giornata al Biografilm Festival – Il Cinema del venerdì di Francesco Torre

Una giornata al Biografilm Festival – Il Cinema del venerdì di Francesco Torre

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Una giornata al Biografilm Festival

Francesco Torre è stato al Biografilm Festival di Bologna. Ecco tre piccole recensioni a caldo dall’11ª edizione dell’evento svoltosi a Bologna dal 5 al 15 giugno scorsi (CL).


PODER E IMPOTENCIA – UN DRAMA EN 3 ACTOS

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Regia di Anna Recalde Miranda.
Italia, Francia, Paraguay 2014, 103’.

Fernando Lugo, ex vescovo della Teologia della liberazione, nel 2008 vince le elezioni in Paraguay. Dopo sessantuno anni di partito unico, trentacinque dei quali sotto la dittatura di Alfredo Stroessner, la sua vittoria rappresenta il sogno di un vero, grande cambiamento. Ma la politica non è fatta per i santi, e il sogno diventa un incubo, tra corruzione politica e informazione pilotata.

Non sorprende che il documentario di Anna Recalde Miranda, presentato fuori concorso a Bologna in una versione aggiornata, abbia vinto nel 2011 il Premio Solinas, ovvero il più grande riconoscimento nazionale riservato agli sceneggiatori. Il soggetto da…

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NUOVI INIZI: Mariagiorgia Ulbar, “Gli eroi sono gli eroi”, Marcos y Marcos, Milano 2015.

NUOVI INIZI: Mariagiorgia Ulbar, “Gli eroi sono gli eroi”, Marcos y Marcos, Milano 2015.

Carteggi Letterari - critica e dintorni

NUOVI INIZI: Mariagiorgia Ulbar, Gli eroi sono gli eroi, Marcos y Marcos, Milano 2015.

Ulbar - Gli eroi sono gli eroiNel 2002 Marco Giovenale mi parlava delle difficoltà nell’utilizzo dell’imperfetto in poesia. Ci scambiavamo mail su alcuni miei testi imbastiti su quel tempo verbale; in quegli anni si sprofondava nell’eterno presente di una lingua che cercava di rifondarsi su presupposti “comunicativi”, riemergendo dal buco nero novecentesco.
Mariagiorgia Ulbar, in questo Gli eroi sono gli eroi, tenta un percorso di ri-nominazione attraverso il ricordo e l’imperfetto si attesta come scelta necessitante e decisiva. L’operazione si presenta come “fabula” materializzatasi partendo da esperienze concrete, coagulate in impasti linguistici grezzi, ma che riescono a organizzarsi in una trama. Il disegno è lo spezzarsi della linea che contribuisce a implementare sul piano tonale la parola, la “eroizza”, ne spinge il senso su registri più alti, pseudo-epici. Si nota chiaramente nelle aperture di molti componimenti una tendenza “oracolare” che…

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Nella città dove vivo in immagine, Philippe Jaccottet

Nella città dove vivo in immagine, Philippe Jaccottet

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Daniela Pericone

copertina Jaccottet

Philippe Jaccottet, Il Barbagianni. L’Ignorante (con un saggio di Jean Starobinski, a cura di Fabio Pusterla), Einaudi, 1992

La poesia di Jaccottet trae la sua forza […] da una costante esigenza di verità. […] per Jaccottet la verità […] si rivela nella qualità di una relazione con il mondo, nell’esattezza sempre rinnovata del rapporto con quel che ci sta di fronte e che ci sfugge. […] l’unica speranza del poeta è quella di ricevere, nelle parole la cui pronuncia sia in suo potere, un riflesso di ciò che non si lascia raggiungere né domare: luce, morte o pericolo.”

Con tali segni essenziali Jean Starobinski coglie i fondamenti, le tensioni portanti della poesia di Philippe Jaccottet, accompagnando l’edizione francese del volume antologico Poésie 1946-1967 (Gallimard, Paris 1971) con un saggio che sarà poi accolto nella versione italiana de Il Barbagianni. L’Ignorante  (Einaudi, 1992). Voce ariosa…

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Elio Tavilla – Poesie da “La cometa” (Gallo&Calzati Editori, 2005)

Elio Tavilla – Poesie da “La cometa” (Gallo&Calzati Editori, 2005)

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Elio Tavilla, La cometa (testi scelti)

È la forza, un fuoco che scalda o incendia nel dissesto di un verbo che si schianta sul mondo. Il resto è uno spazio che si sciampia dall’attrito, si fa “campo visivo” o “campi di dominio” nella battaglia della lingua con un’ostruzione, originaria, e poi civile, fino a un silenzio che ci percuote da troppo tempo. La lingua di Tavilla è un’assenza profonda, come “il nulla accecante di certe/ giornate di sole in meridione” per cui ci aspettiamo il sussulto. Su una tessitura a volte scabra, altre traboccante, necessaria nella sua vitalità, si scardina ogni strettura. L’impalcatura classica, rigorosa, crea blocchi da cui scivolano sentenze, l’imbarazzo gnomico – alla fine delle composizioni qui presentate – riesce a stemperarsi nell’ironia di altre chiusure, costruendo un impianto minerale e viscerale insieme, un nucleo magmatico sempre sul punto di sgorgare. Adesso vorrei leggere questa serie da La…

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FURY: Il Cinema del venerdì di Francesco Torre

FURY: Il Cinema del venerdì di Francesco Torre

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FURY

Regia di David Ayer. Con Brad Pitt (Don “Wardaddy” Collier), Logan Lerman (Norman Ellison), Shia LaBeouf (Boyd “Bible” Swan), Michael Peña (Trini “Gordo” Garcia), Jon Bernthal (Grady Travis).
Usa 2014, 134’.
Distribuzione: Lucky Red.


fury-008

Tra le macerie di un campo di battaglia, dal fumo degli armamenti e dalla nebbia emerge un soldato in sella ad un cavallo bianco. Una visione mitica, quasi onirica se non fosse per i crudi dettagli dei massacri appena compiuti. È la prima immagine di “Fury”, e definisce sin da subito, con l’ausilio di una riconoscibile simbologia e di una colonna sonora dagli accenti esageratamente lirici, l’adesione del regista/sceneggiatore David Ayer ad un approccio estetico iperrealistico, che predilige il primissimo piano al totale e l’astrattezza di un dettaglio di carne umana brutalmente strappato alla vita, alla complessità semantica di una composizione figurativa. Una scelta di rappresentazione che rimanda più al “Valhalla Rising” di…

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Poeti italiani (8) – Spazio inediti: Renata Morresi

Poeti italiani (8) – Spazio inediti: Renata Morresi

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Poeti italiani (8) – Spazio inediti: Renata Morresi

Paesaggio con vecchia stazione e prime strutture del giorno
“bisogna inventarsi un volto”
F. Fusco, La Signora con l’ermellino
L’occhio rosso del sole sul mare si specchia in un milione di soli possibili.
Uno è quello vero e non puoi credere che è solo una palla di elio
che brucia nel cielo. Lungo i muscoli crudi del cielo, lungo i tendini ciechi,
lungo i gatti impestati del cosmo, lungo il nervo del dente profondo.
Sotto, i pescherecci, quasi forgiati dello stesso metallo dell’acqua,
guidati da una forza strana e uguale, eccitati d’insetto, mantide,
fegato pulsante, forza di padrone, plastica nel gozzo, così cieca,
così immane. Dal treno si fa presto a passare alla terra che monta,
alle case colorate, stabili, portoni, cassonetto, scritte, siepi, rotonda,
alle cose dei colori umani, inventati per resistere a dispetto di sole
più mare. La terra coi…

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