Cos’è il contemporaneo. Dante e il paradiso (Canto III) – di Andrea Ponso

Cos’è il contemporaneo. Dante e il paradiso (Canto III) – di Andrea Ponso

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Canto III

Sembra proprio che, nel Paradiso, questo sia il canto dei visi e dei volti. Visi e visioni, che la similitudine dantesca umanamente rappresenta ma non comprende a fondo – proprio perché non c’è fondo, ma presenza e presente:

Quali per vetri trasparenti e tersi,
o ver per acque nitide e tranquille,
non sì profonde che i fondi sien persi,

tornan d’i nostri visi le postille
debili sì, che perla bianca in fronte
non vien men forte a le nostre pupille;

tal vid’io più facce a parlar pronte;
per ch’io dentro a l’error contrario corsi
a quel ch’accese amor tra l’omo e ‘l fonte.

Ancora una volta Dante non comprende la profondità della superficie e, credendosi sapiente, pare cercare, come ogni uomo, nelle profondità la cosa salda e la radice (“non sì profonde che i fondi sien persi”), cadendo nell’errore contrario a quello di Narciso che s’innamorò dell’immagine e…

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Collage Estivo – L’avventura

Collage Estivo – L’avventura

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Collage l'avventura 1   Collage l'avventura 2


Foto tratte da:
Giorgio Agamben, L’avventura, nottetempo, Roma, 2015.

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Ostinato Faldone – Vladimir D’Amora legge Vincenzo Ostuni

Ostinato Faldone – Vladimir D’Amora legge Vincenzo Ostuni

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Ostinato Faldone

1.

La scrittura (anche poetica) di Vincenzo Ostuni, via quel getto di frasi monstruose e gettato e costruitissimo – nettezza centrifuga e mostrazione di pendenze sciolte e, insieme, compiute.

Il Faldone ostuniano è una scrittura della dissoluzione – è in-im(-)piegabile, come se la sua credibilità e spendibilità si lasciasse sottoporre a una tiritera e sequela di contraddizioni in fuga… Inimpiegabile, dunque, e certo in una accezione dinamica, ma non per il lessico che pure vi cade, in una sua astrattezza, e persino astraente, e manco perché giace (non: per) in una bildung vuota, a carica d’incognite che non fanno segno, ma che sono esse stesse (i) significati.

Piuttosto è una scrittura esausta: la lingua è contemplata nella sua potenza d’impiegarsi, quindi, non si presta se non a una lettura che, qualora voglia rendere e fondo e capitale, ha da congedarsi da questa scrittura che soprappensa. E in cui…

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Franco Buffoni: una poesia da “Jucci” (Mondadori, Milano 2014) – Postille ai testi

Franco Buffoni: una poesia da “Jucci” (Mondadori, Milano 2014) – Postille ai testi

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Franco Buffoni: una poesia da Jucci

Come un eternit

Ho provato a pensarti dal futuro
Da quando e dove
Ferma nel tempo io
Ti vedrò salire
Sempre più vicino
All’età mia.
Giusto un attimo prima fermerò il pensiero
Per festeggiare il nostro compleanno alla pari
Col mio safari nella tua sorpresa.

Come quando assistevi al tuo funerale
E lo trovavi troppo lungo
E contemplavi il tuo cadavere,
Funambola.

E l’ultima volta la mia tomba
Cancellata dalla neve…
Tu che mi cercavi, giocherellone insensato
Pirla gaudioso.

Arrivi, arrivi, e con i tuoi capelli…

Le note stonate hai sempre saputo
Come chiamarle a raccolta.

Di quando, per vincere il pallore,
Ti cimentavi coi colori accesi
Il verde e il paonazzo
L’incarnato e il ranciato.
Ma perché è ondulato il mio ricordo?
Come un eternit mi lavora alle tempie
E sotto il mento mi sorprende…

Perché io innamorata sono dentro di te,
più…

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“La Villeggiatura”: Il Cinema del venerdì di Francesco Torre

“La Villeggiatura”: Il Cinema del venerdì di Francesco Torre

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IL CINEMA DEL VENERDI’ DI FRANCESCO TORRE

La Villeggiatura

La-Villeggiatura.-Di-Marco-Leto

In occasione dell’Omaggio ad Adolfo Celi, in corso fino al 23 luglio all’Orto Botanico di Messina, pubblichiamo un estratto del volume di Francesco Torre “Il Cinema delle Eolie: una storia, più storie”(La Feluca Editore) riguardante il film “La Villeggiatura” di Marco Leto. Il film è inserito nel programma della manifestazione.


Benché girato nel 1972 quasi interamente tra Cinecittà e Ventotene, “La Villeggiatura” di Marco Leto è da considerare uno dei film più rappresentativi del “Cinema delle Eolie”. Diciamo questo non tanto per la presenza all’interno della pellicola di alcuni esterni effettivamente realizzati nell’arcipelago, ma perché il film di Leto è dedicato a uno dei momenti cruciali della storia eoliana, cioè gli anni bui del confino politico. In particolar modo, la vicenda de “La Villeggiatura” è incentrata sulla reale esperienza di Carlo Rosselli. Il Prof. Rosselli, fondatore del movimento “Giustizia e Libertà”…

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Soffiati via, di Vito M. Bonito

Soffiati via, di Vito M. Bonito

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di natàlia castaldi

La lingua poetica non può richiamare indietro nulla. Non redime, non convoca, non dona alcun ritorno. È un atto sacrificale che non ha fine.”

Soffiati viaNella nota che accompagna la pubblicazione di Fioritura del sangue, Vito M. Bonito ci porta a conoscenza di alcuni pensieri sul linguaggio poetico in generale e, dunque, sulla sua visione personale della poesia e del suo compito-origine, illuminanti per la comprensione non solo della precedente tetralogia (A distanza di neve, Campo degli orfani, La vita inferiore, Fioritura del sangue), ma anche per questo nuovo libro, che rappresenta la summa, la piena “fioritura” della sua ricerca poetica, laddove la parola si assottiglia per raggiungere la tragica tenerezza dei fiori fin dentro la descrizione più cruda, facendone “sbocciare” quella leggerezza essenziale per farsi carico e condurre il travaglio esistenziale senza appesantire mai il respiro del lettore, la pronuncia di ogni singolo…

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Bernardo Pacini: Poesie e una nota da: “Perfavore rimanete nell’ombra” – Decamerone americano

Bernardo Pacini: Poesie e una nota da: “Perfavore rimanete nell’ombra” – Decamerone americano

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I

nei tre giorni di sola grazia che seguirono

furono scavate caverne per noi

e nessuno che volesse entrare

nella stanza del nostro motel

nessuno che minacciasse

la nostra insicura costanza

(sebbene non smettessimo di temerlo)

IV

c’è una voce che non smette

non frena l’imperversione della caccia

avanza insensatamente alta

come l’acrostolio di una nave in secca

si aggira tra gli hoodoos del Bryce

quasi cercandosi nelle stasi di una necropoli

subito celebra di me

pasqua feroce

VI

ἐκένωσε ὁ οῤανός

e la mano che rantola sull’autoradio

cascàmi di pneumatici e pitture nere

sotto le froge dilatate di una mesa

e la strada

miglio per miglio trascurata

tutto ritraevamo e tutto si ritraeva

ciò che lasciavamo indietro

ci dava per conquistati

X

“vi prego rimanete nell’ombra”

urla grassa sulle cosce e disperata

dentro la forra modanata

dell’Antelope

mentre lancia manciate di sabbia

profilando le filze di luce

“per…

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Cristina Alziati: una poesia da “Come non piangenti” (Marcos y Marcos, Milano 2011) – Postille ai testi

Cristina Alziati: una poesia da “Come non piangenti” (Marcos y Marcos, Milano 2011) – Postille ai testi

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Cristina Alziati: una poesia da Come non piangenti

Adesso

Hanno mandato armi e ruspe
per sgomberare il campo
per demolire le baracche
dove vivono uomini donne bambini,
l’ordine è stato eseguito.

Hanno rassicurato i cittadini:
nessun allarme animali, nessun felino
risulta abbandonato di quelli
“che usano romeni e altre etnie
per dare caccia ai topi” è stato scritto.

Sulla melma del fiume
guardo scorrere lentissimi
cadaveri, qui sotto Ponte Milvio.
Ne riconosco i volti, furono assassinati
buttati morti o vivi nella Senna,
li chiamavano ratti, è ottobre, sono d’argento.

Compio ora gli anni della terra offesa.


Postilla:

Il tempo come dinamica iper-reale della memoria è, quasi paradossalmente, un nuovo rito. Anche in un autore apparentemente distante da dinamiche sperimentali – laddove il linguaggio è trattato in maniera cronachistica, nell’abbattimento dei generi, il racconto è possibile, ma solo nell’Adesso. Il presente si fa tempo assoluto, il passato una proiezione…

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Collage Estivo – La fine della Realtà e l’avvento dell’Iper-realtà

Collage Estivo – La fine della Realtà e l’avvento dell’Iper-realtà

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collage estivo 1  collage estvo 2 Schermata 2015-07-13 alle 10.51.49


Schermata 2015-07-13 alle 11.00.19

Foto tratte da: Byung-Chul Han, Nello sciame – Visione del digitale, nottetempo, Roma, 2015 e Valeria Pinto, Trasparenza. Una tirannia della luce, su Le parole e le cose (13 luglio 2015).

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Cos’è il contemporaneo. Dante e il paradiso (Canto I) – di Andrea Ponso

Cos’è il contemporaneo. Dante e il paradiso (Canto I) – di Andrea Ponso

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Canto I

Quale sarebbe la materia del canto. Una materia c’è. Dante prova a dirlo nel suo resto, il resto di un’esperienza e di una pratica che, proprio per il suo excessus mentis, per la sua pienezza – è quasi niente, è solo un “resto”:

perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire.

Il “profondare” mistico dell’intelletto non fonda fondamenta stabili e gestibili dal linguaggio come suoi oggetti, ma è proprio di questo “profondare” lo sradicamento, l’apertura di un vuoto vivo, di una falla, di una fonte che è culmine e foce che poi si apre verso la pianura con più braccia, senza escludere niente. Perché avvicinandosi al proprio desiderio, “appressando sé al suo disire”, ogni costruzione scopre la responsabilità del suo desiderio come infondatezza. Tale smembramento della memoria, come le screpolature nella buccia di un frutto quando…

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