Marcos y Marcos “mette le ali” alla poesia

Roberto R. Corsi

Deh, ti scansa, o fulvo tauro: si chiamerà Le Ali la nuova collana ideata da Marcos y Marcos, Editore serissimo e da sempre attento alla poesia. E che oggi dimostra che si può ancora investire e credere in quest’arte.
La collana verrà diretta da Fabio Pusterla con la collaborazione di Claudia Tarolo e Marco Zapparoli. Chiaro il piano editoriale: tre titoli l’anno, almeno uno dei quali per i novissimi, e attenzione rivolta anche a quanto di buono è stato ingiustamente obliato.
Non fate mailbombing coi vostri manoscritti perché la collana sarà a chiamata.
Mi congratulo con Gianluca D’Andrea di Carteggi letterari, che sarà il protagonista di una delle prime uscite, e rinvio per maggiori dettagli alla brochure di presentazione in PDF. Buon volo!

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Gianluca D’Andrea, inediti

Gianluca D’Andrea, inediti

Iris di Kolibris

ASPETTAVO LA STORIA DI UN QUADRO MILLENARIO

Vedevo lo spettro nell’immagine

lenta, che rallentava gradualmente;

per un istante le figure si muovono appena:

case sullo sfondo, in un parco

bambini e famiglie, madri in maggioranza,

compiono le loro azioni.

In un pomeriggio di aprile –

dentro il quadro mia figlia e mia moglie

nel loro angolo, sedute sulla ghiaia.

Aspetto ancora un po’ prima di entrare,

ho il tempo di sperare che qualcuno

colga da un altro spiraglio il quadro,

che il tempo senza tempo si ricordi

in molti modi, senza nostalgia,

senza la mia stessa speranza,

nell’oblio di un ricordo che non può essere ricordato,

nella compassione lontana

di chi non ne sa parlare.

GLI ALBERI E I RAGAZZI

Li fogghi si stracàncianu p’amuri:

pàrunu argentu e mànnanu spisiddi.

Pasquale Salvatore

Le schegge che da questo sopravvivere

appaiono scomparendo nello schermo,

nei display sempre accesi in cui gli occhi

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Marco Malvestio: gli dei si manifestano nell’acqua

Compitu Re Vivi

Marco Malvestio, Depurazione delle acque, La Vita Felice 2013

malvestioMarco Malvestio pubblica un’opera prima che vuole essere “riassuntiva”, e parrebbe ironia sostenere che si possa scrivere un’opera riassuntiva a 23 anni.
È così, invece. Io ne scrissi una molto ambiziosa che si chiamava Assenza e che è rimasta fra le cose dell’età giovane. E poi anche Grandi Frammenti, il secondo libro pubblicato, fu scritto con propositi universali; e sorte volle che persi il manoscritto e così ne dovetti ricostruire una parte: Grandi Frammenti, appunto.
Malvestio, dunque, si crea un canovaccio di traiettorie, metatopografie di spazi lunari per dire di sè nel suo tempo, probabilmente col desiderio di abitare un tempo più necessario: Mare fecunditatis, Mare humorum, Mare cognitum, Mare serenitatis…
I vasti sistemi si intuiscono quasi subito, per poi decantarsi nel corso degli anni lasciando traccia di sé in una scrittura più composta, forse più consapevole, non so… comunque…

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Per una poesia del margine

Davide Nota

1. La muta

Ciò che resta della muta è la pellaccia tra i rovi. La poesia come scoria espulsa dalla polis mutante. Sotto il sole feroce del tardo capitalismo globale tradizione e pietà attendono entrambe di decomporsi. Consapevole rifiuto urbano quello che oggi mi si spalanca, come poeta e come giovane uomo, è la possibilità di riconoscermi in un’alterità. Esiliata e oltre le mura nasce un’esistenza nuova.

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Tommaso Di Dio: geologia delle fratture e degli strati in deposizione – Cantiere italiano 05

Conoscenza del vento

Tommaso Di Dio è senza dubbio uno dei poeti emergenti più apprezzati degli ultimi anni. Apprezzato innanzitutto e in modo largo dalla stessa comunità letteraria, il che ha già del prodigioso. L’ho conosciuto in occasione di una delle prime presentazioni dell’antologia La generazione entrante, a Bologna se non ricordo male. E ne ho avuto l’impressione di una persona preparata, con un bagaglio letterario di tutto rispetto, che però non gli preclude un feeling naturale con i suoi interlocutori. La sua disponibilità è dimostrata anche da questo post: Tommaso Di Dio ha voluto offrirmi (e lo ringrazio sentitamente) un suo inedito, e ha voluto discuterne con me sulle pagine elettroniche di questo blog.

La terra è una crosta sottile
asfalto tubi ghiaia, poi
strati già fossili, laterizi, fondamenta e più giù
la muta rena. E questa lingua falsa
sembra tenerci, trattenerci
sul piano sicuro delle cose; dare fiato
aria sopra…

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Bologna in Lettere

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Critica e storiografia, più che cartografia

Rogelio Naranjodi Marco Giovenale*

 1.
Un falso problema si aggira per redazioni e radar di siti, blog, giornali, e nei pensieri di editor di pagine web, o critici (per fortuna non in tutti): il problema della “mappatura” delle voci poetiche. Il problema del territorio intero. Luogo da possedere, évidemment, come nozione, o corpus ghiotto, da afferrare. Se è il territorio intero, da sondare, va pur detto che percentuale altissima del dicibile e del detto è già in rete. O, meglio, èla rete: mappa pressoché coincidente con i suoi oggetti (almeno nella porzione di mondo occidentale/occidentalizzato adsl-munita, in grado dunque di promuovere se stessa – come fa, come facciamo –  alla dignità di soggetto rammemorante e memorabile). (Il possesso di uno specchio: segno di benessere economico, di facoltà..).

2.
Quel 1998 in cui Giuliano Mesa avviava la straordinaria iniziativa ed esperimento di ascolto/dialogo collettivo Ákusma (incontro e…

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Trevigliopoesia 2013

Trevigliopoesia 2013 è un villaggio globale

 

Dal 24 maggio al 2 giugno torna il festival di poesia e videopoesia della bassa bergamasca,

che punta a contagiare la città con parole, immagini e performance da mezzo mondo.

 

 

 

Si svolgerà dal 24 maggio al 2 giugno la settima edizione di Trevigliopoesia (www.trevigliopoesia.it), festival di poesia e videopoesia ideato dall’associazione culturale Nuvole in Viaggio e organizzato con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del comune di Treviglio (Bg). La manifestazione definisce quest’anno la sua matrice internazionale, dando ampio spazio a personaggi e videomaker di tutta Europa, mescolando come da tradizione parola poetica, immagini cinematografiche e peformance.

Mai come nel 2013, Trevigliopoesia parla, immagina e contamina. Si aprirà venerdì 24 maggio al Chiostro della Biblioteca (ore 21.00), con un recital su Federico Garcia Lorca. Nel primo week-end del festival (25-26 maggio) si susseguiranno spettacoli e presentazioni di giovani autori, con la presenza esclusiva di Franco Buffoni, poeta e intellettuale che nella serata del 25 racconterà della sua incessante attività culturale dagli anni Settanta ad oggi. Martedì 28 e giovedì 30 maggio sarà protagonista l’immagine, con la proiezione serale dei documentari La vita, a volte, è sopportabile – Ritratto ironico di Wislawa Szymborska e Gegenlichter su Paul Celan: opere praticamente mai viste in Italia, che raccontano due dei poeti più importanti del Novecento. Il fine settimana del 1-2 giugno vedrà ancora protagonisti i performer e i giovani autori, che animeranno i bar e i cortili del centro con spettacoli e presentazioni. Alle 21.00 di domenica sarà Patrizia Cavalli a chiudere la settima edizione del festival, non prima però di aver premiato il vincitore de La parola immaginata. Il concorso di videopoesia, giunto alla sesta edizione e tra i più rinomati in Italia, ha avuto grandi riscontri, con diversi cortometraggi provenienti dall’estero e una qualità  molto elevata.

Trevigliopoesia 2013 proverà a trasformare per qualche giorno Treviglio nella capitale della poesia, linguaggio capace di reinterpretare la realtà rendendola più emozionante, viva, dolce. Il festival colorerà decine di vetrine del centro con i versi dei poeti, offrirà teatro, parole, musica ai cittadini e ai curiosi di passaggio. Un villaggio di provincia che diventa globale, al suono dei versi.

Il programma completo di TreviglioPoesia 2013 è consultabile all’indirizzo www.trevigliopoesia.it/programma.html – Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

Il programma in sintesi:
24 maggio, ore 21 (Chiostro della Biblioteca) – Federico: vita e mistero di Garcia Lorca

25 e 26 maggio –  Cortili della poesia e Aperitivi poetici (spettacoli e presentazioni)
28 e 30 maggio – Microcinema poetico (documentari su Wislawa Szymborska e Paul Celan)
1 e 2 giugno – Cortili della poesia e Aperitivi poetici (spettacoli e presentazioni)
2 giugno, ore 21 (Chiostro della Biblioteca) – Reading di Patrizia Cavalli e premiazione del VI concorso internazionale di videopoesia La parola immaginata

Per ulteriori dettagli e informazioni:

348-5225367 – Stefano Pini (Ufficio stampa)

associazionenuvole@yahoo.it

www.trevigliopoesia.it

Note di setaccio (preparazione a un piccolo saggio su Durs Grünbein e Guido Mazzoni)

Tommaso Landolfi, nello stupefacente racconto Le due zittelle, ci lascia una delle più lucide e toccanti invettive sulla fine della metafisica occidentale della nostra letteratura, nelle parole di padre Alessio: «Quante volte mi son sorpreso in ginocchio davanti a un gatto che si lava la faccia, davanti a uno scoiattolo […] che mangia una noce, davanti a un rospo al sole che, allarmato, resta a metà passo, con una zampa stesa ancora indietro e, immobile guarda e ascolta!  O davanti a qualunque altra cosa, davanti a un filo d’erba come davanti alla casa di un uomo, davanti alle stelle del cielo come ai rifiuti di un corpo vivente. Ecco, mi dico, questo gatto è così e non può essere che così, ed è perfetto […]. L’uomo pecca soltanto perché non può non peccare; ma poi non pecca. Né può essergli il male più gradito o necessario del bene, anzi non può essergli neppure necessario; perché è, come il bene, lui stesso. Ed è lui stesso perché è Dio stesso».

(Tommaso Landolfi, Le due zittelle, Adelphi, Milano 1992, pp. 82-83).

 

***

 

In provincia 4

 

Campania

 

Come crocifissa giaceva questa rana

schiacciata sull’asfalto ardente

della provinciale. A bocca aperta,

arcuata verso il cielo, essiccata dal sole,

di lontano sembra una suola da scarpe

l’anfibio delle più antiche ere della terra

finito, mentre saltava, sotto le ruote.

Non c’è risurrezione altro che in larve

di mosche – già mature domani.

Per dove mai può fuoriuscire il sogno?

 

(Durs Grünbein – da: Dopo le satire – 1999, in A metà partita, Einaudi, Torino 1999).

 

***

 

AZ 626

Ora che le nubi ci lasciano vedere
per intero la curva della terra, nella forma
dei sobborghi senza forma dove dovremo vivere,
ascolto il flusso del sangue nella cuffia alla fine della musica
guardando i mondi degli altri che si incrociano col mio, le loro reti
di paura e desiderio dentro il tubo fragilissimo –

o i gesti che li legano al presente
quando fissano il ghiaccio sul lago inverosimile,
la nostra vita umana otto chilometri più in basso.
Ora so che non ha senso rompere
la miopia che ci fa esistere, vedo diversamente
le monadi che ci proteggono, le loro trame nel disordine;
seguo le macchie di luce che il sole
getta sul paesaggio, il cielo puro e indifferente.

 

Guido Mazzoni, I mondi,  Donzelli, Roma 2010)