Pericoresi laica o dell’altro mondo

erik
Anlagd Översvämning by Erik Johansson

Il punto basilare della generazione e della trasformazione del nostro mondo da “mondi” a “mondo” – il focus della mondanità – risiede nello stabilire una connessione generazionale che ricondurrebbe a una visione comunitaria.
La storia ci insegna che questo è possibile in situazioni di necessità estrema, che riattivano il sentir-si. Di padre in figlio si può trasmettere solo salvezza, non benessere. Il benessere già acquisito porta a una sicurezza neutra, insensibile, ridondante. La “stranezza” che conduce dai “mondi” al “mondo” è l’apertura di una crisi, una crepa nella bolla/capsula metaforica (ma non solo) della società turbocapitalistica.
L’ambiente, il circostante relazionale (si consideri in questa direzione la pericoresi cristiana per la quale si rimanda a Giovanni Damasceno, La fede ortodossa, Città Nuova, Roma, 1998) è il luogo separato dell’oggettivazione o, detto altrimenti, la miniera dove l’uomo occidentale (l’uomo della caduta) ha per secoli attinto il materiale che ha modellato la sua costante trasformazione. La “trascendenza” ha assunto valenza nella ri-produzione dell’oggetto tecnico e del suo soggetto, l’uomo della caduta appunto. Ma l’ambiente, tramutato in oggetto dal soggetto che ne ha subito l’azione nella storia, ritorna attuale nella sua inedita inospitalità.
L’assenza di relazione, è ovvio, distrugge i luoghi d’incontro. L’accoglienza reciproca nel luogo è la relazione stessa che non distingue l’ambiente per renderlo oggetto ostile e sfruttabile ad infinitum.
Che poi nel concetto di “mondo” sia radicata l’invasività dell’altro, ci riconduce alla dialettica classica che vede in esso il carcere dell’individuo tendente alla fuoriuscita e all’affermazione del proprio mondo, il che ci riporta alla frammentazione dei mondi attuale. Così si dimentica la necessità di ricostituire il rapporto con l’ambiente, in maniera inedita il nuovo altro, da cui il corpo dell’individuo si scopre separato. Ma è proprio la divisione nel corpo del circostante a necessitare che si mostri una nuova generazione (coinvolgendo la macro-comunità globalizzata, la massa).
Il corpo della trasformazione sarebbe l’eredità trasmissibile in termini generazionali (per quanto possano mutare rapidamente i modi di emissione e generativi) per il quale, però, sembra indispensabile il confronto, ancora una volta, con la volontà.