Fabio Pusterla: due poesie (da “Concessione all’inverno”, 1985 e “Corpo stellare” 2010) – Postille ai testi

Fabio Pusterla: due poesie (da “Concessione all’inverno”, 1985 e “Corpo stellare” 2010) – Postille ai testi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Fabio Pusterla: due poesie
(da Concessione all’inverno e Corpo stellare)

Concessione all’inverno

La luminosa luce, la dorata
nella pulviscolare nube, rifrangente, rosea e
se la neve aspetta dietro l’angolo
dietro il monte
dietro il rosa
tu affila i denti, i ramponi,
arrota il passo, acumina la vista;
prova il peso del corpo, saggia l’equilibro.

Attendi il ghiaccio (a piè fermo) tu
nella luce.

Proprio per i vari elementi: pulviscolo,
brina, freddo generale, fiato spesso.
Rose appassite, foglie, mazzi di dalie marce,
capriole del gatto.
Riflessi da ogni vetro, e la discesa della luce
omogenea, invernale, da ogni buco di monte,
crepa di legno, spazio di sasso. E

tu accettalo questo inverno
luminoso, in agguato, invernaccio
di luce, sospeso nevischio, prolungato
favonio, incendio doloso.

(da Concessione all’inverno, 1985).


Postilla:

Si è detto tanto sull’importanza della memoria nell’opera di Pusterla. Ma l’indizio cogente di questa scrittura tensiva, nervosa – per…

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“Avrei fatto la fine di Turing” di Franco Buffoni, Donzelli, Roma 2015.

“Avrei fatto la fine di Turing” di Franco Buffoni, Donzelli, Roma 2015.

Carteggi Letterari - critica e dintorni

LA STORIA NELL’INDIVIDUO
(su Avrei fatto la fine di Turing di Franco Buffoni)

avrei fatto la fine di turing

L’ultimo Buffoni si muove nel segno della ricognizione. Il percorso lungo di una poesia da cui emerge la storia collettiva, quella attraversata e incollata alle radici di un’esperienza tra le più necessarie di questo scorcio di secolo. Tanto più necessaria perché s’immerge nel dolore e nel “male”, nell’eredità, cioè, del secolo appena trascorso.
Le tre ultime operazioni – Jucci, 2014; O Germania, 2015; Avrei fatto la fine di Turing, 2015 – sono legate dalla meditazione sulle restrizioni sociali, in qualche modo subite da un soggetto in deficit (affettivo, relazionale?) che adesso s’interroga, dopo averne attraversati i risvolti e le conseguenze nefaste, sul “ritrovamento” contemporaneo: il decentramento personale, quindi, e il disorientamento collettivo dell’uomo del XXI secolo. In Jucci la scomparsa dell’amica/giovinezza (senhal più che evidente se andiamo a scorrere i testi di quel libro

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TAT – WE ARE BUT ONE a cura di Laura Liberale – 7) Modalità della devozione

TAT – WE ARE BUT ONE a cura di Laura Liberale – 7) Modalità della devozione

Carteggi Letterari - critica e dintorni

TAT (WE ARE BUT ONE)

—–Messaggio originale—–
Da: Claudia Boscolo
A: Laura Liberale

Oggetto: Modalità della devozione

“Così lo spirito si sbarazza dei vecchi corpi per unirsi ad altri nuovi”, Bhagavad- gītā, canto secondo.

Così lo spirito si libera dall’aggravio di stratificazioni calcinose, di sedimenti di bile e sebo, di tessuti porosi cristallizzati in bocche di geyser senza più fiato. E tuttavia anche il corpo si sbarazza di se stesso, e lo fa in modo doloroso, spettacolare, e quanto più questa trasfigurazione è plateale, tanto più si è autorizzati a credere che essa sia lancinante. Siamo autorizzati a chiederci quale parte ha il dolore nella trasfigurazione del corpo, quando il corpo è l’origine del dolore?

Nileen Namita iniziò vent’anni fa, dopo aver “scoperto” di essere la reincarnazione di Nefertiti. A partire dal culto per la riproduzione del viso della regina egizia, Nileen, madre di tre figli, si incamminò in un…

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POSTILLE AI TEMPI – di Gianluca D’Andrea (I parte)

POSTILLE AI TEMPI – di Gianluca D’Andrea (I parte)

Carteggi Letterari - critica e dintorni

POSTILLE AI TEMPI – di Gianluca D’Andrea 

L’approssimazione al vero, massimo risultato raggiungibile per chi è ancora curioso di interpretare, è il metodo che guida queste piccole analisi, o meglio, riflessioni. Si parte da testi di poesia ma si va oltre, ogni linguaggio, infatti, possiede un percorso di memoria e previsione all’incrocio delle quali s’intravede il presente, il tempo della fuga e dell’inaccessibilità. “Dove” e “Quando” sono le domande della storia, cui potremmo aggiungere il “Come” nella verifica dei fatti. Nessuna linea temporale (gli autori considerati appartengono a generazioni diverse), nessun ordine cronologico, ma solo lo spazio allargato del mutamento. Il cammino fa la storia, la mia, la nostra, e per questo il compito è quello di accostarsi al solito movimento e coglierne le accensioni, mantenere, nell’accoglienza della trasformazione, una relazione con l’avvenuto e col ricordo che forma ogni avvenire.
Le date tra parentesi, accanto ai titoli, sono quelle di…

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W. H. Auden: una poesia da “Grazie, nebbia” (Adelphi, Milano 2011) – Postille ai testi

W. H. Auden: una poesia da “Grazie, nebbia”  (Adelphi, Milano 2011) – Postille ai testi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

W. H. Auden: una poesia da Grazie, nebbia

Aubade

In Memoriam Eugen Rosenstock-Huessy

Beckoned anew to a World
where wishes alter nothing,
expelled from the padded cell
of Sleep and re-admitted
to involved Humanity,
again, as wrote Augustine,
I know that I am and will,
I am willing and knowing,
I will to be and to know,
facing in four directions,
outwards and inwards in Space,
observing and reflecting,
backwards and forwards through Time,
recalling and forecasting.

Out there, to the Heart, there are
no dehumanised Objects,
each one has its Proper Name,
there is no Neuter Gender:
Flowers fame their splendid shades,
Trees are proud of their posture,
Stones are delighted to lie
just where they are. Few bodies
comprehend, though, an order,
few can obey or rebel,
so, when they must be managed,
Love is no help: We must opt
to eye them as mere Others,
must count…

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Franco Buffoni: LA CRAVATTA DI SERENI – Niccolò Scaffai, “Il lavoro del poeta. Montale, Sereni, Caproni” (Carocci, Roma 2015)

Franco Buffoni: LA CRAVATTA DI SERENI – Niccolò Scaffai, “Il lavoro del poeta. Montale, Sereni, Caproni” (Carocci, Roma 2015)

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di Franco Buffoni

LA CRAVATTA DI SERENI

il lavoro del poeta

Ho avuto occasione, il 5 ottobre scorso, di presentare alla Casa delle letterature di Roma il bel saggio di Niccolò Scaffai Il lavoro del poeta, edito da Carocci. Particolarmente incentrato sulle figure di Montale, Sereni e Caproni, il libro può definirsi complessivamente un’indagine sul sistema di relazioni, incontri, occasioni che motiva la scrittura e le dà sostanza. O, come più prosaicamente ha sintetizzato nella sua recensione al volume Raffaele Manica sul Manifesto, “su che cosa passa per la testa dei poeti quando fanno poesia, e dunque sul perché si faccia poesia”.
Confesso d’essere un appassionato lettore di epistolari. L’estate scorsa ho letto integralmente quello tra Vittorio Sereni e Luciano Anceschi curato per Feltrinelli da Beatrice Carletti con prefazione di Niva Lorenzini (epistolario richiamato anche da Scaffai nel suo lavoro, in particolare con riferimento alla lunga lettera di rifiuto da parte di Sereni…

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IL CASO: Bombe in Siria

IL CASO: Bombe in Siria

Carteggi Letterari - critica e dintorni

IL CASO: La bellezza di stare da soli – Bombe in Siria

Il caso delle bombe e da che parte stare, il caso del “meglio sterminarli tutti”, il caso del “ma i russi spadroneggiano”, il caso del “W Hollande”, il caso del “sulla popolazione civile e sulle struttura mediche”, il caso di Bashar al-Assad, il caso di Jens Stoltenberg, della Turchia, dei confini, di azzerare la cooperazione in campo nucleare e energetico, il caso millenario della terza guerra boh. In caso chiudiamoci in casa e lasciamo un po’ di spazio agli organi plenipotenziari.

Barack-Obama-and-Vladimir-009

Bombe dal Plenipotenziario

Ai galletti piaceva quel carattere
increstato: primi a scegliere la parte,
dall’increspatura dei secoli la farsa
della Gallia incravattata, in scena
in Medioriente la strage di un acronimo.
Perché crollano testimonianze
e schizza sangue dalle gole di donne
e bambini. Serse, Dario, attenti
arriva Roma con i suoi legionari
assoldati in provincie settentrionali,
nei confini…

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Charles Simic: una poesia da “The Voice at 3 a. m.” in “Club Midnight” (Adelphi, Milano 2008) – Postille ai testi

Charles Simic: una poesia da “The Voice at 3 a. m.” in “Club Midnight” (Adelphi, Milano 2008) – Postille ai testi

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Charles Simic: una poesia da The Voice at 3 a. m.

Serving time

Another dreary day in time’s invisible
Penitentiary, making license plates
With lots of zeroes, walking lockstep counter-
Clockwise in the exercise yard or watching
The lights dim when some poor fellow,
Who could as well be me, gets fried.

Here on death row, I read a lot of books.
First it was law, as you’d expect.
Then came history, ancient and modern.
Finally philosophy – all that being and nothingness stuff.

The more I read, the less I understand.
Still, other inmates call me professor.

Did I mention that we had no guards?
It’s a closed book who locks
And unlocks the cell doors for us.
Even the executions we carry out
By ourselves, attaching the wires,
Playing warden, playing chaplain

All because a little voice in our head
Whispers something about our last appeal
Being denied…

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Il Nobel per la letteratura 2015 a Svjatlana Aleksieviĉ

Il Nobel per la letteratura 2015 a Svjatlana Aleksieviĉ

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Il Nobel per la letteratura 2015 a Svjatlana Aleksieviĉ

Alle 13:00 in punto di oggi su youtube, e ripreso in diretta sui maggiori canali all news, la segretaria permanente dell’Accademia di Svezia, Sara Danius ha proclamato la vincitrice del Nobel per la letteratura 2015: la giornalista e scrittrice bielorussa Svjatlana Aleksieviĉ (31 maggio 1948).
Aleksieviĉ – come riferisce la voce completa e esaustiva di Wikipedia – da anni vive lontano dalla Bielorussia, dopo essere stata più volte minacciata dal regime del presidente bielorusso Lukaŝenko e ritenuta una spia della Cia.
La scelta dell’Accademia di Svezia ha premiato un’autrice di reportage che ha seguito molto da vicino il crollo dell’Unione Sovietica ed è conosciuta e pubblicata in molti paesi del mondo (in Italia è pubblicata da E/O e Bompiani).
La motivazione ha sottolineato le qualità letterarie di Aleksieviĉ per quanto concerne “la sua scrittura polifonica, un monumento alla sofferenza e al…

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IL CASO: Volkswagen e il capitalismo

IL CASO: Volkswagen e il capitalismo

Carteggi Letterari - critica e dintorni

IL CASO: La bellezza di stare da soli – Volkswagen e il capitalismo

Il caso della centralina truccata, il caso volkswagen e il post-fordismo, il caso della Germania, il caso del capitalismo avanzato, il caso dell’Europa che tenta di unirsi, il caso del mondo occidentale, il caso dei totalitarismi e del consumo, il caso del popolo, il caso della bellezza di stare da soli e desiderare, desiderare, desiderare il luogo e il tempo del nostro finire – in caso d’inquinamento, per puro caso – e del respiro.

volk

L’inedito pendant di quest’articolo di Luca Sforza, uscito oggi per Alfabeta2 [qui], l’articolo pendant di questo inedito:

Volk

Ecco in offerta una strenna*,
Santa Klaus arriva dallo scarico
tumefatto di un Suv. Euro numerico
avventato sulla perseveranza e la
grazia sassonica. Achtung! Ci
lavoriamo le macchine principe
tedesco, affamato di popolo e mani
italiane. Europa numerica,
transnazionale, fumosa di scarichi
e avventure…

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