Scartafaccio – Gli orfani

Scartafaccio – Gli orfani

Carteggi Letterari - critica e dintorni

In occasione delle festività natalizie, ripropongo alcune riflessioni, apparse in altri tempi e luoghi, su letteratura, società, ecc.. Un oroscopo, uno Scartafaccio. Buone feste e buone riflessioni.

Gianluca D’Andrea


GLI ORFANI

“La distinzione tra somiglianza e similitudine” disse, ma non trovò risposta se non labirinti di strade e reticolati, accostamenti che non sottesero nulla. Si fermò sul foglio bianco, non generò più, dopo aver stabilito che non esiste scelta quando bene e male diventano intercambiabili.

“Il male in natura – parto da Foucault, Questo non è una pipa – è un’evidenza imprescindibile e non rimanda ad alcuna rappresentazione”, l’altro si scosse intimamente, manifestando uno sconcerto inerte, i tratti del viso immobili.

“Guadagno tanto per mantenere gli standard e una famiglia disgregata, i miei viaggi sono frequentissimi, i miei ricordi meno”.

Il mistero si esprime in simboli, i patriarchi conoscevano le masse come le dittature patriarcali strumentalizzano simboli di comodo basati…

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Carteggio XXXI – Nuovi giorni (riflessioni poetiche)

Carteggio XXXI – Nuovi giorni (riflessioni poetiche)

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Nuovi giorni (riflessioni poetiche)

La forma della lettera ha caratterizzato sin dalle origini questo sito: «carteggi, post in forma di epistola che ricreano la dimensione del contatto personale, attraverso un genere pressoché dimenticato, con intenzione asimmetrica rispetto al luogo di destinazione dei nostri messaggi» (dalla pagina info). Proprio questa considerazione mi spinge a concludere l’anno di Carteggi Letterari con uno scambio epistolare che sia anche, e soprattutto, una discussione sulla poesia. Ringrazio Yari Bernasconi che ha trasformato una mia recensione, non proprio positiva, al suo Nuovi giorni di polvere (vedi qui) in una veramente “nuova” possibilità di scambio.  Il post si apre con un componimento in forma di lettera, una risposta che Yari ha sentito di inviarmi per chiarire alcune sue perplessità sulla mia lettura del suo libro. Riconosco, grazie ai suoi interventi – qui riportati, oltre alla poesia, preferisco inserire anche il testo della mail che l’accompagna –…

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Collage Invernale – L’ultimo uomo

Collage Invernale – L’ultimo uomo

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Il primo ultimo uomo 1Il primo ultimo uomo 2Il primo ultimo uomo


Foto tratte da: J. L. Nancy, Il primo ultimo uomo, in Narrazioni del fervore – Il desiderio, il sapere, il fuoco, Moretti & Vitali, Bergamo, 2007.

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Salvatore Toma: una poesia da “Canzoniere della morte” (Einaudi, 1999) – Postille ai testi

Salvatore Toma: una poesia da “Canzoniere della morte” (Einaudi, 1999) – Postille ai testi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Salvatore Toma: una poesia da Canzoniere della morte

toma canzoniere

Nella notte color cobalto
serena di luce di fondali
aironi dalle ali di perla
soavi calliopi
color tulipano
sorvolavano
fra tortore di ferro
l’Oceano Pacifico
aggredivano l’America
forse la Cina
trasformati nell’animo
in tigri leoni giraffe
dai calci precisi.
C’era un silenzio di morte
sul fermo mare
nemmeno un radar
li avrebbe sentiti
mentre alla meta puntavano
cocciuti come bambini.
Solo dolcissimi delfini
riuscirono con cautela
ad avvistarli
mordendo nella mente una mela.


Postilla:

In questo testo di Salvatore Toma, il luogo è l’immaginario, cioè un desiderio. Associazione e spostamento che riescono a ricreare un’esperienza di libertà. La descrizione iniziale è una suggestione psichedelica. I colori (“cobalto, perla, tulipano, ferro”) si confondono con i materiali, e il gioco metonimico suggerisce il passaggio continuo, il rimescolamento del reale. Mondo animale, vegetale e minerale formano un unicum nel desiderio “migratorio”, nel volo “aggressivo” dell’emancipazione. L’utilizzo…

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Vignetta XXXVII, a.d. 2015

Vignetta XXXVII, a.d. 2015

Mario Dondero ci ha lasciati

Mario Dondero ci ha lasciati

Carteggi Letterari - critica e dintorni

E’ morto domenica sera il grande fotografo Mario Dondero all’età di 87 anni. In copertina una foto di Algeri nei primi giorni dell’indipendenza, 1962.

Nato a Milano il 6 maggio 1928, Dondero fotoreporter bohemien, giornalista flâneur ha raccontato il mondo dietro la sua Leica. Giovanissimo partigiano nella Val d’Ossola, inizia nei primi anni Cinquanta collaborando con “L’Avanti”, “l’Unità”, “Milano Sera”, “Le Ore”. Ritrae l’Italia e i suoi contrasti, la società e la politica; legato al cosiddetto gruppo dei “Giamaicani” (i frequentatori del Bar Jamaica a Milano) ritrae scrittori e intellettuali francesi (Roland Topor, Claude Mauriac, Daniel Pennac, Jeshar Kemal), le speranze e illusioni del ’68, le rivoluzioni e gli scrittori del Nouveau Roman, Pasolini. Sempre sul pezzo ha affondato l’obiettivo fra le pieghe della realtà mostrandola con coraggio e determinazione.

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“La passione politica ha finito spesso per condurmi sui fronti di guerra e così, in più di un’occasione, ho corso il rischio di lasciarci…

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