SEGNI – DESTINO DELLA POESIA

di Gianluca D’Andrea

SEGNI – DESTINO DELLA POESIA

Anche il destino, come il carattere, può essere osservato solo in segni
W. Benjamin

Segni: prendere spunto da ciò che attira è un’ambizione di riconoscimento. Occorre riconoscere l’importanza dell’individuo per la sua capacità mimetica, non per la sua originalità. Solo dall’abilità mimetica può scaturire l’opera (non è possibile pensare a uno spunto di originalità, rispetto a quale “originarietà” poi, in un’epoca ad altissimo tasso di riproducibilità).
Le corrispondenze immateriali di Benjamin passano sempre più dalla scrittura all’immagine, fu già lui a constatarlo e il nostro tempo a confermarlo. Eppure, sembra possibile anche un movimento contrario. In tal caso la scrittura non è solo “archivio di somiglianze non sensibili”, ma archivio interpretativo differenziato. Solo l’aspetto semiotico della scrittura sembra avere un destino (ecco perché la prosa ha maggior impatto rispetto alla poesia, almeno del vecchio concetto di poesia), mentre l’aspetto “onomatopeico” è trasferito in quello visivo: la somiglianza è sostituita dalla veridicità. L’aspetto creativo della scrittura ormai risiede nel distanziamento ritmico e sonoro – anche se alcune associazioni foniche sembrerebbero funzionare come apparato residuale del passato, permettendo ancora una trasmissione. Sul piano del senso, se visione e musica sono ormai dispositivi autosufficienti e in commistione, occorre verificare se la scrittura può realizzarsi proprio in quest’ultima commistione. L’aspetto connettivo della scrittura, la sua “tattilità” per così dire, produce ancora informazione. Essa, a prescindere dalle forme e dai generi, è sempre “poetica”, cioè ri-creativa: perché mantiene la sua funzione di supporto a linguaggi altri (immagine e suono). Il senso di ciò che accade è espresso e ancora esprimibile attraverso il linguaggio; la scrittura funge da scansione temporale rallentata – una specie di slow-motion – che mantiene un piano plurudimensionale e opaco. L’unidimensionalità dell’immagine, confermata dalla sua manifestazione, un’epifania che si consuma nel presente, riguarda anche il fenomeno dell’archiviazione perché il senso, comunque, si spegne dopo la visione.
Il continuum semiotico è dato dalla tessitura dei segni. In tal caso anche l’intreccio di immagini può dar luogo a un plurisenso (basti pensare ai film o all’arte fotografica). La poesia ha sempre “significato” per mezzo del suo statuto ibrido, inteso come connettività multimediale. La concatenazione tra parola e altri mezzi espressivi oggi raggiunge possibilità altre, poiché la parola non ha più bisogno di fingere la propria originalità, ma di manifestare se stessa nella commistione con altri media. Se all’interno di un testo “canonico” è possibile inserire un brano musicale, un video o un’immagine, non si è fatto niente di nuovo ma si è resa evidente la possibilità di abbracciare un senso multimediale – in cui strumento e scelta soggettiva si fanno ancora opera – da sempre sotteso, lo ribadiamo, al gesto della poesia. Il senso effettivo di “poesia” travalica ogni postura legata ai generi, perché da sempre riguarda le capacità segnaletiche che permettono di manifestare e ri-creare il circostante. La crisi del “genere poesia” non è fisiologica, con buona pace di tutti i suoi detrattori, quanto terminologica: è la sclerotizzazione della sua definizione a confinare la poesia nella gabbia dei generi, quando invece essa si perpetua nell’aspirazione alla propria esistenza o, in assoluto, alla rigenerazione della semplice esistenza.

(Aprile 2018)

Matrices du soleil ébranlées – BACCHANALES N° 58 (ottobre 2017)

Matrices du soleil ébranlées – BACCHANALES N° 58 (ottobre 2017)

Alcune poesie tradotte da Claire Pellissier. Un grande grazie a Emanuela Nanni per il pensiero e la scelta.

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LA REVUE BACCHANALES

Fabula

“Postille” sulla Gazzetta del Sud

Le Postille di D’Andrea – articolo di Marcello Mento sulla Gazzetta del Sud del 07/02/2018

“Schizzi di Milano” di Francis Catalano alla Libreria Popolare di via Tadino

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L’origine di Domenico Cipriano sul Mattino di Avellino

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Gabriel Del Sarto all’Incrocio Quarenghi di Bergamo

il grande innocente


Gabriel Del Sarto sarà alla Libreria Incrocio Quarenghi di Bergamo

sabato 20 gennaio 2018, ore 17:30 
per presentare insieme a Gianluca D'Andrea la sua ultima raccolta di versi

Il grande innocente (Aragno, i domani, 2017)

“Le Postille postume sulla poesia che muta”

Grazia Calanna parla di “Postille” nella rubrica “Ridenti e fuggitivi” del quotidiano “La Sicilia”

Postille su La Sicilia

“L’Espresso” del 31 dicembre 2017. Versi da “Transito all’ombra” (La strofa)

Su “L’Espresso” del 31 dicembre 2017 versi da Transito all’ombra. Per chiudere bene l’anno.

L'Espresso - La strofa

Cinque voci dal contemporaneo # 5 / Valerio Magrelli (su alfabeta2)

Artisti sotto la tenda del circo: perplessi

Andrea Cortellessa

valerio-magrelli-e-libreria-450x402Guida allo smarrimento dei perplessi è il titolo di una piccola raccolta di versi di Valerio Magrelli, dieci poesie uscite un annetto fa con l’accompagnamento di otto disegni di Francesco Balsamo nella collana “Carteggi letterari” diretta dal giovane poeta Gianluca D’Andrea. Come capita in questi casi, è l’occasione per fare il punto sul percorso quarantennale – se è vero che le prime tracce a stampa, del poeta ventenne di perturbante maturità, si trovano sulla rivista “Periodo ipotetico”, diretta da Elio Pagliarani, giusto nel 1977 – di quello che è ormai da considerare un classico, ancorché precoce, della nostra contemporaneità.

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“L’origine” di Domenico Cipriano sul Quotidiano del Sud

Oggi sul Quotidiano del Sud si parla di L’origine di Domenico Cipriano, la prima uscita della Collana Φ diretta da Gianluca D’Andrea e Diego Conticello per la casa editrice L’arcolaio di Gianfranco Fabbri

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