Barocchismi

503px-Messina_Santa_Annunziata
Chiesa della Santissima Annunziata a Messina

di Gianluca D’Andrea

L’essere sottratto a ogni fenomenicità, l’unico essere a cui pertiene questa potenza, è quello del nome. Esso determina il darsi delle idee. Ma esse si danno non tanto in una lingua originaria, quanto in una percezione originaria, nella quale le parole non avrebbero ancora perduto la loro aura denotativa a vantaggio del significato conoscitivo.

W. Benjamin

Forse la parola è indizio, la traccia che riesce a riconfermare l’esistente, la trasmissione del margine che accomuna tutti noi in quanto soggetti alla nostra distanza. Anche per questo la poesia non si accontenta di adagiarsi sul reale fenomenico, fiuta le accensioni per riacquisire il contatto per sempre perduto con la terra. Parte da essa e ne percepisce la fragilità, la parola concettualizza l’esistente, è una parvenza che nella tensione verso la concretezza della materia, combatte la distanza, nonostante la sua ineluttabilità, estrema finzione che coglie nel segno, trasponendo, col segno, la debolezza dell’esistere, crea un appiglio proprio nella parvenza, realtà della realtà. Rischia un mondo altro, desiderio umano delle origini che esorcizzi la paura dell’essere, l’idea non può che essere questa aspirazione originaria, una vera e propria ambizione. Questa poesia s’illude di miglioramento. Il nome, instancabilmente, radicalizza i toni del linguaggio, si riallaccia alla sua altezza musicale, lascia la prosa alla sottostima del reale e percorre nuovamente i sentieri del canto. Non si tratta, dunque, di trovare nuove terminologie, lingue nuove che si applichino al mondo in un determinismo che si maschera d’oggettività, bensì, occorre una spoliazione che, costringendo al denudamento, manifesti la distanza, la realtà dell’ombra, che arricchisce di accensioni la nostra solitudine. Queste accensioni sono i nomi che fanno la poesia e, nell’illusione, in maniera che può apparire paradossale, ri-creano il contatto, una meta-fisica dell’esperienza.

(Marzo 2014)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...