Scartafaccio V

NEL POCO DELLA DERIVA

Strana (perché nuova) la sensazione di vivere in un mondo anaffettivo, in sussistenza ipertrofica per un benessere frainteso. Che forma ha il presente? struzzo-serpente, un pensiero nascosto in se stesso. Il “nostro” luogo è un ecosistema di relazioni ineludibili, forse anche a causa di questo limite rischiamo l’inerzia che sembra disegnare un abisso sommerso. Senza resilienza (che è capacità di fare attrito pur restando elastici, possibilità che richiede esercizio, sacrificio) a questa stessa inerzia, fattore che ha contribuito a formare l’individuo durante la curva di storia della nostra vita associata, nelle nostre prime relazioni “tribali”, non resterebbero che i frantumi, i relitti astratti di quello stesso individuo, monadi atomiche al posto di uomini-in-relazione.

Piccola Favola: C’era una volta la religione, i precetti, la violenza; reclusi ad artificio e bestie predatrici, violenti contro se stessi e il prossimo… C’era una volta e c’è, laddove persiste volontà, la voglia di suicidio che nasconde definitivamente il dolore. C’era una volta il dolore, che non è una ricerca ma una possibilità, il desiderio di non desiderare ma di resistere e adorare.

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