Scartafaccio IV

NON COSTRUIRE MONDI SOTTO DOMINIO

Aria nella scrittura (Manganelli): continuare ad approfondire, dalla superficie del campo, lo spettro immaginifico. L’immaginazione (Stevens) rischia di evaporare nell’attenzione al reale, ma il reale è la base (la superficie del campo) per una costruzione che ha bisogno di una fantasia forte. Realizzare l’immaginazione è l’altro polo di immaginare la realtà: il poema necessita di questo percorso. Non si può perdere, a questo punto, la vita in una credenza ma è il credo che avviene in vita, esiziale abbraccia tutto il raggio di un’esistenza che si muove per essere il più possibile concreta, che conservi la propria anima nelle trasformazioni che toccano la materia. Il tragitto che, dall’infanzia, porta alla “maturazione” nel dovere (la tresca sociale): i clienti-zombies sull’uscio, la persona che ne farebbe a meno ma non può che nutrirsene: dinamica di Potere. La possibilità resta infantile ed è cieca per un suo limite che, restando tale, annulla l’accrescimento, “umiliandola” e rendendola così “crescente”, vitale nell’esplorazione del suo contenimento, in diminuzione: spogliata, nuda.

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