Nothing that is not there and the nothing that is

Musciarabia: Breve considerazione su “Sicilia controcanti” di Guido Ballo

In Sicilia controcanti, Ballo sonda le radici, incornicia in modo raffinato, spinge per una fuoriuscita e constata l’abitudine persistente alla chiusura. Costruisce musciarabia verbali.
Bere e controllare la luce perché il suo arbitrio, la diffusione incontrollata della sua energia può divorare.
Per rinfrescare il senso e non farlo evaporare quando il deserto avanza occorre ricostruire. La costruzione verbale di Ballo, che mescola origine e trasformazione, è necessaria per rispondere principalmente alla relazione. Dove il rapporto è a rischio, che sia l’altro essere umano col suo giudizio o la natura con le sue dinamiche esiziali, l’individuo è al margine, o spinto al limite tra decadenza e oltrepassamento. Le parole “altre” soprannominano etichettando, la natura nel suo splendore minaccia e corrode, invade. Tra necessità d’apertura e recupero di ciò che può essere perduto, tra il desiderio del nuovo e meraviglioso e il rimpianto per una bellezza deteriorabile, ogni questione trascende il reale, il linguaggio si estende in ampiezze inconciliabili: origine che collima illusoriamente col presente, in dimensioni mitico-immaginifiche. In sintesi la parola non può e non vuole rispondere al reale riconoscendone la verità obiettiva ma intuisce metafisicamente una verità che si espone al fallimento, alla mancata aderenza, alla facile significazione. La parola sopravvive sulla soglia dell’attrazione, non può fuggire in nessuna oasi iperurania ma si ostina a ricostruirla dove è stata per sempre distrutta.

Gianluca D’Andrea (settembre 2025)

Carciofi

Sulla terra arida i carciofi

cacòcciuli       karshùf      al

karsciùfa     spicàru tutti

induriti violacei   con le

spine-lance contro il cielo

ma i fiori    i fiori spuntano

lievi    tenui al karshùf

da questi grovigli di ferocia.

*

La parola

Omu di panza   omu di palòra   omu d’onùri

paraùla    paràvola    paràbla parola

parabolàr parab’làr   parlare    ma

la parola è una     scavata dentro    pa-

ròla di occhi    che si guardano appena

di mani   un gesto un cenno   mègghiu mòriri 

chi mancàri di palòra   pa-ròla che resta chiù-

sa    e diventa sangue pietra    e non sbia-

dìsce   e non si rompe agli scontri   allo

scorrere lento   del tempo   (di questa pa-

ròla    in Sicilia    profittano i potenti

per soggiogare gli umili).

*

Spettacolo

Spectàre    spècere    guardare    spectàculum

spettacolo   per attrarre la vista   sul

potere   in famiglia   davanti alla moglie ai

figli   alla gente agli amici   fuori   dare

spettacolo d’ira   montarsi   come attori nella parte

« ti fàzzu vìdiri ìu »   per   mantenere il ri-

spetto   non deludere   imporsi spèctum   da-

                                  vanti a tutti.

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