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2025 – Neofascismi – Il corpo del re

Il corpo del re

“I leader russi appoggiavano apertamente e con entusiasmo la candidatura di Trump: per tutto il 2016, le élite russe dissero, con il sorriso sulle labbra, che «Trump è il nostro presidente».”

“Va in rovina la terra, preda di mali incalzanti, dove le ricchezze si accumulano, e gli uomini decadono”.

I dazi di Donald Trump spaventano i mercati, preoccupati dallo spettro di una guerra commerciale a tutto campo. La durissima risposta di Canada e Cina lascia prevedere infatti uno scontro senza esclusione di colpi dalle conseguenze potenzialmente devastanti per l’economia mondiale.

Denunciando tariffe ingiustificate e annunciando contromosse, con tariffe di ritorsione, Ottawa e Pechino che si sono viste imporre tariffe, rispettivamente, del 25% e del 20%, hanno assicurato che si batteranno fino in fondo e non si tireranno indietro dallo scontro. La Cina ha risposto annunciando rialzi tra il 10 e il 15 per cento dei dazi sull’import di una gamma di prodotti agroalimentari statunitensi e sottoponendo 25 aziende Usa a restrizioni su export e investimenti, inserendole nella lista nera del commercio. Con le dogane che hanno anche sospeso l’import di legname americano: “Contiene parassiti forestali”, la motivazione ufficiale che suona come strumentale. “Se gli Stati Uniti persistono nel condurre una guerra tariffaria, una guerra commerciale o qualsiasi altro tipo di guerra, combatteremo fino in fondo”, ha tuonato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian.

“Il crollo dell’Unione Sovietica è stato una delle più grandi tragedie geopolitiche del ventesimo secolo”.

Mosca, 1° settembre 2022: Vladimir Putin rende un frettoloso omaggio al feretro di Mikhail Gorbaciov esposto al Central Clinical Hospital. Il suo portavoce, Dmitry Peskov, fa sapere che non sono previsti funerali di stato e che il presidente non parteciperà alle esequie per impegni di lavoro. Volgograd (ex Stalingrado), 1° febbraio 2023: con un giorno di anticipo, Putin scopre un busto di Josif Stalin per celebrare l’ottantesimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista. Sono due esempi diversi ma speculari di quella nostalgia per l’Urss che permea l’ideologia ufficiale del regime e le sue aspirazioni di “grandeur” nel nuovo millennio. Una nostalgia che contempla non solo la glorificazione della “battaglia più sanguinosa della storia”, ma anche una sostanziale “damnatio memoriae” di chi viene considerato il becchino della dissoluzione dell’impero sovietico.

Il deputato repubblicano Al Green è stato espulso dall’aula dopo aver più volte cercato di interrompere il discorso del presidente Donald Trump, accusandolo di non avere il mandato per smantellare i programmi sanitari. Durante le proteste, Al Green scuoteva verso l’alto il suo bastone da passeggio. Altri democratici hanno alzato in silenzio cartelli con scritte “Falso”, “Musk ruba” e “È una menzogna!” e, ad un certo punto, si è anche alzato un coro “6 gennaio!”, in riferimento all’assalto al Campidoglio del 2021. Il primo discorso al Congresso dal ritorno alla presidenza di Donald Trump, si è rivelato un vero e proprio duello. 

(IA)

Le luci fredde illuminano i letti, i volti tesi di chi aspetta. La cura è un lusso, il dolore una condizione.

Trump promette di smantellare, di ridurre, di lasciare che sia il mercato a decidere chi merita assistenza. Il Medicare, il Medicaid, tutto ciò che tiene in piedi milioni di persone è un peso da eliminare.

La lama è alzata. Chi resta indietro dovrà cavarsela da solo. Ospedali chiuderanno, i costi saliranno, chi non può pagare resterà fuori. Più malati senza cure. Il futuro è un orizzonte ristretto, dove la sopravvivenza dipende dal reddito, non dal bisogno.

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