
Non giochiamo a carte
“Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si rifiuta di riconoscere la realtà pratica di questa guerra. Va avanti da anni, i suoi connazionali stanno morendo e le persone che hanno finanziato questo sforzo – il popolo americano – sono stufi di pagare il conto”. Lo ha dichiarato il 28 febbraio 2025 ai giornalisti la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo lo scontro dai toni accesi tra il leader ucraino e Donald Trump andato in scena nello Studio Ovale. Secondo Leavitt, Zelensky si trova in una “situazione molto diversa” oggi rispetto al 2022, quando era iniziata la guerra in Ucraina. “Le carte non sono a suo favore. Sono a favore del Presidente Trump”, ha affermato, aggiungendo che il presidente americano ha priorità diverse rispetto all’ultima amministrazione statunitense e vuole la fine della guerra, a differenza di Zelensky che “non sembra la voglia ancora”.
(IA)
Nello Studio Ovale, che strano vedere,
quattro giocatori seduti a giocare.
Zelensky in felpa, lo sguardo è sospetto,
Trump largo in poltrona, pancia e ghignetto.
Vance mescola carte con aria impettita,
Leavitt le osserva, decisa e ardita.
Il banco è la Storia, la posta è il domani,
si gioca col mondo tra inabili mani.
“Un asso di cuori!” Zelensky dichiara,
“Ma il re di denari comanda e spara!”
“Qui serve il futuro, non solo i quattrini!”
“Qui serve chi vince, non chi fa inchini!”
Vance cala un jolly, prudente e scaltro,
Leavitt rilancia: “Io non mi adatto!”
Le carte si muovono, il mazzo si sfalda,
chi bluffa, chi punta, chi infine si scalda.
Trump s’indispettisce e batte la mano:
“Fuori di qui, questo posto è sovrano!”
Zelensky protesta, ma tutto è già fatto,
la porta si chiude, finito il baratto.
“Per l’Europa, un bivio all’orizzonte ma che si sperava di evitare o quanto meno di procrastinare fino a un decente cessate il fuoco: stare con l’Ucraina di Volodymyr Zelensky o con Trump. A caldo, la reazione di praticamente tutti i leader europei è di continuare nel sostegno all’Ucraina. Vedremo se terrà e cosa l’Europa può concretamente, e rapidamente, fare. L’appuntamento è al vertice su difesa dell’Europa e Ucraina. È ormai chiaro che la difesa dell’Europa comincia proprio dall’Ucraina e senza la cavalleria americana né al fronte né in retroguardia. Siamo soli.
Anche se in generale i leader europei non hanno nominato il presidente degli Stati Uniti, i loro commenti hanno messo a nudo la spaccatura tra gli Stati Uniti e i suoi alleati tradizionali in Europa sulla guerra in Ucraina. In un post sui social media Kaja Kallas, l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha scritto: “L’Ucraina è l’Europa! Siamo al fianco dell’Ucraina. È diventato chiaro che il mondo libero ha bisogno di un nuovo leader. Sta a noi, europei, raccogliere questa sfida”. L’Italia non si è espressa sul supporto all’Ucraina.

Lascia un commento