Nothing that is not there and the nothing that is

2025 – Neo fascismi

“Queste considerazioni pato-logiche rivelano a Bataille che le esperienze rituali che gli antropologi rubricano come “sacro” per spiegare le cosiddette società primitive, hanno il potere di generare moti turbolenti e patologici contagiosi, irrazionali, violenti, che condizionano anche i membri delle moderne società “civili”.

Nidesh Lawtoo, (Neo)fascismo: contagio, comunità, mito

Questo ricominciare psicologico

è quel finire ingombrante

Georges Bataille, nella sua analisi del sacro e della trasgressione, evidenzia come le esperienze rituali non siano semplicemente fenomeni relegati alle cosiddette società primitive, ma abbiano un’influenza persistente anche nelle moderne società civili. Il sacro, per Bataille, non è una dimensione rassicurante o puramente religiosa, ma un campo di forze turbolente, caratterizzate da eccesso, violenza e perdita di sé. In questo senso, il sacro ha una dimensione patologica e contagiosa: può generare stati collettivi di esaltazione, sacrificio e annientamento dell’individuo nell’ordine della comunità.

Applicando questa lettura al (neo)fascismo, si potrebbe sostenere che i movimenti di estrema destra attingono a questa dimensione per costruire un senso di appartenenza mitica e totalizzante. Il fascismo non si basa solo su dottrine politiche o economiche, ma si nutre di un’energia irrazionale, di un desiderio di fusione con una comunità idealizzata attraverso rituali, miti e simboli. Il culto del capo, la celebrazione della violenza come strumento rigenerativo, l’ossessione per la purezza identitaria possono essere letti come forme moderne di esperienze sacre e rituali, capaci di scatenare un “contagio” emotivo e psichico tra i membri della comunità.

Da questo punto di vista, la “diagnosi” di Bataille suggerisce che il fascismo, così come altri movimenti totalitari, trova il suo motore non solo in strategie razionali di dominio, ma anche in una dimensione più profonda e primitiva: il bisogno umano di trascendere la propria individualità attraverso esperienze collettive intense, spesso legate alla violenza e alla distruzione. Ciò spiega perché il fascismo non sia solo un evento storico confinato al XX secolo, ma una possibilità sempre latente nelle società umane, pronta a riemergere quando le condizioni lo favoriscono.

In sostanza, i fascismi sono una rassicurazione e, quindi, una falsificazione del campo di forze turbolente, cariche di eccessi e di violenza ma anche di bellezza e accoglienza che è la vita dell’essere umano. Il neo-fascismo annienta l’individuo che viene trasceso in un “noi” indistinto e fa emergere la figura di un “capo” che cavalca la frammentazione dell’informazione e l’iper-democrazia dei social per inondare il dibattito pubblico di bugie, rendendo impossibile distinguere il vero dal falso.

I neo-fascismi sono la falsificazione del desiderio di ri-generazione individuale dentro il contesto ampio di una crisi identitaria e culturale. Il ribaltamento delle libertà democratiche in arbitrio della maggioranza (massa).

“Ogni crisi è un momento in cui il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.” 

Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, 1929-1935

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