LETTURE di Gianluca D’Andrea (10): RICORDI D’OMBRA

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Mario Martinelli, Leggerezza (2012) ©. (Fonte: mariomartinelli.it)

di Gianluca D’Andrea

«PROSPERO. By what? by any other house or person?
Of any thing the image tell me, that
Hath kept with thy remembrance.

MIRANDA.                          ———— ‘Tis far off,
And rather like a dream than an assurance
That my remembrance warrants»

W. Shakespeare
(The Tempest, Atto I, Scena II)

Ricordi d’ombra, senza peso si ricorda il peso della caduta. La gravità è la nostra caduta che non si lascia attraversare verso l’ascesa: «cielo sotto cielo, sfera sotto sfera, di metèora in metèora: oh asperità degli astri» (T. Ottonieri, da Lapilli della gravitazione, in Geòdi, 2016).
Più simile a un sogno la nostra caduta, nessuna garanzia che qualcosa sia avvenuta oltre l’ombra immersa nel ricordo. Eppure quest’ombra senza peso è la realtà proiettata nel suo futuro, il legame con un passato attualizzabile. Senza la nostra ombra, senza l’ombra di un ricordo non ci sarebbe storia, mito, racconto.
Lo scroscio dell’acqua in cui sarà sommersa la nostra casa, perché forse qualcuno, il Gonzalo di turno, ci lasci naufragare nella corrente, ma con l’occorrente. La stella di una fortuna cui aspiriamo, verso cui ci arrampichiamo, ci attraversa di continuo. Mentre noi combattiamo con la caduta dei gravi.

Ma c’è un’ombra senza peso che accompagna
il peso del corpo.
L’ombra disegna la nostra sagoma
la proietta a terra la inchioda e la muove
come luce visibile nel suo alone.
Luce che puoi dire che manca
quando è spenta

e non lascia più ombra.

Sara Ventroni
La sommersione (2016, p. 9)

LETTURE di Gianluca D’Andrea (6): HISTORIA; RI-

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Michael Grab ©, Stone Balance (Winter/Spring 2012). Fonte: Gravity Glue

di Gianluca D’Andrea

«tempo impercettibile»
Aristotele, De sensu et sensibilibus

Ma il tempo impercettibile della percezione può farsi testimonianza? E l’insorgenza di emergenze, eventi che spuntano dal flusso, possono riscriversi e ricreare un racconto?
Conoscere un appiglio – ma chi scrive la storia? – testimoniante conserva una tradizione, un orientamento, un riconoscimento. Non è il mestiere dello storico, la sua aspirazione all’accumulo di dati da inserire in un racconto, l’obiettività insoluta include la propria fallibilità.
La storia è l’inizio, la dimostrazione della nostra fragilità, il margine tra una fine e un inizio, senza progetto.

«Le pietre non erano qui all’inizio / sono apparse in seguito con far di scienza / tra vari punti della storia, così dicono».

Pablo L. Carballo
La precisione dell’indifferenza (p. 9)

In punti imprecisabili della storia – del tempo, nelle ondulazioni attrattive di un’orbita gravitazionale – sono apparsi, e appariranno, i segnali di una sempre possibile discontinuità. Ora è il momento della caduta dei gravi.

fosse su un guscio d’echi nello stallo
dei secoli qui in polvere un diamante

che incida nella lastra e stacchi diafane
le sagome allo scroscio       al sottopelle
———————————————————–senzafine muto, urlante,

i sogni qui sbalzati per diffrangersi
dal foro esploso al sommo della cupola

fondono agli angoli di schermata luce:
l’oscuro d’occhi ristende i suoi circuiti

Tommaso Ottonieri
Geòdi (2016, pp. 59-60)