Jón Kalman Stefánsson – Storia di Ásta

«Una volta ero giovane e impaziente di vivere. Che cosa è successo? Eppure mangio lo yogurt naturale, compro uova biologiche. Smisto i rifiuti. Mi tengo al corrente su cosa accade nel mondo. Cos’altro mi serve?
Mia figlia vuole che riparta da zero, che cambi radicalmente il mio modo di vivere, le mie abitudini. Dice che è un mio dovere. Dice che lo devo alle giovani generazioni. E che devo scrivere per salvare il mondo. So che ha ragione. Ma più leggo articoli d’attualità, più mi sembra che il mio compito diventi più vasto, la mia responsabilità più grave. È più facile vivere abbassando lo sguardo. L’ignoranza ti rende libero, la conoscenza ti imprigiona nelle catene della responsabilità».

Jón Kalman Stefánsson – Storia di Ásta (Iperborea, Milano, 2018, p. 262)

 

Istantpoetry #10

«A volte bisogna che un mondo vada distrutto, perché ne possa nascere un altro».

Jón Kalman Stefánsson

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Nuovo Mondo (Fotografia ed elaborazione di Gianluca D’Andrea)

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Fabula – Frammenti per la notte (a cura di Manuela Cardiano). Jón Kalman Stefánsson, “I pesci non hanno gambe”, Iperborea 2015

di Manuela Cardiano

Jón Kalman Stefánsson, I pesci non hanno gambe, Iperborea 2015

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