Diario – Estate: 17) Il ritorno I

muro di berlino
Dimitrji Vrubel, Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale (1990)

Harpsichord Concerto No. 5 in F Minor, BWV 1056, Arr. for Fourth Flute and Strings: I. – · Dorothee Oberlinger · Johann Sebastian Bach · Ensemble 1700

Diario – Estate: 17) Il ritorno I

Pioveva acqua di scarico, una fiumana di fango e fogna ostacolava il cammino. Dovevamo procedere, arrivava la sera, nel miasma di topo putrescente e corbezzolo. Fummo rimescolati nel vortice di materia, i passi sempre più pesanti, i corpi diventavano una massa pastosa in espansione. Crescevamo assorbendo quella frana torrenziale. Discendevamo, aggrappandoci alle piante e a escrescenze nella roccia, finché l’acqua rallentò la sua furia, diventando rigagnolo, gora. Ricoperti di fango ed escoriazioni, riuscivamo a malapena a reggerci in piedi, ma dovevamo ripartire, la sera incombeva e il nostro vagabondaggio doveva concludersi nel più prosaico dei ritorni.
«Diecimila anni di cultura e civiltà svaniti in un batter d’occhio, “fugaci come schiuma”» (J. London, La peste scarlatta), queste parole tornavano dal passato, da un passato di memoria e immaginazione confuse, dalle immagini di un mondo vecchio. Il benessere illusorio di quei giorni era il risultato di sfruttamenti e sprechi di un regime che ne avrebbe logorato e infine distrutto un altro, come sempre. Occidente era il nome dell’illusione, dell’ultimo bagliore prima della scomparsa. Il regime della dissipazione ci avrebbe condotto al consumo globale. Noi camminavamo barcollando sull’orlo dell’estinzione, come sempre, ma non lo sapevamo. La miccia della deflagrazione era stata accesa in quei giorni. Imploso il regime – caduto il muro – una tempesta si abbatté sul deserto e le zone cruciali. Gli approvvigionamenti energetici scarseggiavano, il climax della cancellazione era agli esordi, come se la Grecia delle origini fosse a un passo dal proprio compimento. L’idea fissa del benessere collegata a quella di buon governo si rispecchiava su una superficie che conteneva materia ribollente. Il magma che avrebbe cancellato un mondo iniziò a sgorgare. Si sentirono i passi incerti di chi aveva iniziato a camminare. Per sopravvivere, per ritornare.

Fabula – Frammenti per la notte (a cura di Daniele Greco). Jack London, “John Barleycorn. Ricordi alcolici”, Utet, 2008

di Daniele Greco

Jack London, John Barleycorn. Ricordi alcolici, Utet, 2008

jack-london-22john-barleycorn-ricordi-alcolici22-utet-2008