Poeti tradotti da poeti: Franco Buffoni traduce i frammenti di P.B. Shelley

J.M.W. Turner
William Turner, Battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth (1842)

Franco Buffoni traduce i frammenti di P.B. Shelley

shelley_def
Percy Bysshe Shelley by Alfred Clint, 1819

To Byron (O mighty mind…)

O mighty mind, in whose deep stream this age
Shakes like a reed in the unheeding storm,
Why dost thou curb not thine own sacred rage?

*

A Byron

Anima possente! Dal tuo respiro impetuoso
E’ scossa questa età
Come un giunco nella tempesta indifferente.
Perché non provi a sottomettere
Anche il tuo stesso sacro furore?


Rome and Nature (Rome has fallen…)

Rome has fallen, ye see it lying
Heaped in undistinguished ruin:
Nature is alone undying.

*

Roma e la natura

Roma è caduta, la si vede
Che giace ammassata
In indistinguibile sfacelo.
Solo la natura non muore.


The Deserts of Dim Sleep

I went into the deserts of dim sleep—
That world which, like an unknown wilderness,
Bounds this with its recesses wide and deep—

*

I deserti del sonno tenebroso

Entrai nei deserti del sonno tenebroso…
In quel mondo che –
Come una brughiera sconosciuta –
Fa da confine al nostro
Coi suoi recessi ampi e profondi…


 

Lift not the painted veil

Lift not the painted veil which those who live
Call Life: though unreal shapes be pictured there,
And it but mimic all we would believe
With colours idly spread,—behind, lurk Fear
And Hope, twin Destinies; who ever weave
Their shadows, o’er the chasm, sightless and drear.
I knew one who had lifted it—he sought,
For his lost heart was tender, things to love,
But found them not, alas! nor was there aught
The world contains, the which he could approve.
Through the unheeding many he did move,
A splendour among shadows, a bright blot
Upon this gloomy scene, a Spirit that strove
For truth, and like the Preacher found it not.

*

Non sollevare il velo dipinto

Non sollevare il velo dipinto:
Quelli che vivono lo chiamano vita,
Anche se mostra immagini irreali
E simula ciò che vorremmo credere
Con i colori sparsi a capriccio.
Dietro stanno in agguato i destini gemelli
Della Paura e della Speranza, a tessere
Le loro ombre sull’orrido mostruoso.
Conobbi una volta un uomo
Che si provà a sollevarlo:
Cercava in buona fede cose da amare,
Ma non le trovò, né trovò nulla di degno.
Passò tra la folla indifferente, splendore – lui –
In mezzo alle ombre: squarcio di luce
Su un buio palcoscenico. Spirito in lotta
Per cogliere il Vero, che – come al Profeta – sempre gli sfuggì.


And who feels discord now or sorrow? (first line)
(In alcune edizioni: Fragment: Love the universe to-day)

And who feels discord now or sorrow?
Love is the universe to-day—
These are the slaves of dim to-morrow,
Darkening Life’s labyrinthine way.

*

E chi sente ormai pene o discordie?

E chi sente ormai pene o discordie?
L’Amore oggi è tutto l’universo –
E amore, universo e oggi sono gli schiavi
Di un domani oscuro per i meandri della vita.


Death in Life (My head is heavy)

My head is heavy, my limbs are weary,
And it is not life that makes me move.

*

Morte in vita

Ho la testa pesante, e stanche
Le braccia le gambe…
E non è la vita che mi fa muovere.


Wake the serpent not

Wake the serpent not—lest he
Should not know the way to go,–
Let him crawl which yet lies sleeping
Through the deep grass of the meadow!
Not a bee shall hear him creeping,
Not a may-fly shall awaken
From its cradling blue-bell shaken,
Not the starlight as he’s sliding
Through the grass with silent gliding.

*

Non risvegliare la serpe

Non risvegliare la serpe: potrebbe non sapere
In che direzione allontanarsi.
Lascia che strisci ancora insonnolita
Nell’erba folta del prato…
Nemmeno un’ape la sentirà passare,
Né un verme vedrà la sua ombra,
Né altri insetti effimeri di maggio
Si desteranno nelle azzurre campanule
Che oscillando li cullano.
Né la luce delle stelle, mentre striscia la serpe
Nell’erba, scivolando in silenzio.


Wine of the Fairies

I am drunk with the honey wine
Of the moon-unfolded eglantine,
Which fairies catch in hyacinth bowls.
The bats, the dormice, and the moles
Sleep in the walls or under the sward
Of the desolate castle yard;
And when ’tis spilt on the summer earth
Or its fumes arise among the dew,
Their jocund dreams are full of mirth,
They gibber their joy in sleep; for few
Of the fairies bear those bowls so new!

*

Il vino delle fate

Sono ebbro di vino mielato all’eglantina
Dischiusa dalla luna,
Che le fate raccolgono in coppe di giacinto
Mentre ghiri talpe e pipistrelli
Dormono sui muri
O nei cortili vuoti del castello.
Quando poi d’estate quel vino
Sulla terra verrà versato
Saranno di rugiada i suoi vapori,
E i loro sogni densi di allegria
Parleranno di gioia e di fortuna,
Perché sono rimaste in poche ormai le fate
Che ancora portano coppe così nuove.


Ye gentle visitations of the calm thought

Ye gentle visitations of calm thought—
Moods like the memories of happier earth,
Which come arrayed in thoughts of little worth,
Like stars in clouds by the weak winds enwrought,—
But that the clouds depart and stars remain,
While they remain, and ye, alas, depart!

*

Visite gentili del pensiero calmo

Visite gentili del pensiero calmo —
O voi, disposizioni dell’animo,
Siete come i ricordi di terre più felici,
Voi, che mi giungete modestamente abbigliate,
Come stelle da deboli venti alle nubi sospinte,
Solo che poi le stelle, come i pensieri, restano
Mentre le nubi insieme a voi svaniscono.


Love, the Universe

And who feels discord now or sorrow?
Love is the universe to-day—
These are the slaves of dim to-morrow,
Darkening Life’s labyrinthine way.

*

L’amore, l’universo

E chi prova discordia ora o dolore?
L’amore è l’universo oggi –
E questi sono gli schiavi del domani
Oscuro, che il labirintico tracciato della vita
Offuscano.


Music and Sweet Poetry

How sweet it is to sit and read the tales
Of mighty poets and to hear the while
Sweet music, which when the attention fails
Fills the dim pause—

*

Musica e dolce poesia

Com’è dolce sedersi a leggere i racconti
Dei più grandi poeti, e intanto udire
La musica più bella,
Che – come cade l’attenzione –
Riempie l’oscura pausa di…


Rain

The fitful alternations of the rain,
When the chill wind, languid as with pain
Of its own heavy moisture, here and there
Drives through the gray and beamless atmosphere
Slanting the…

*

Pioggia

Gli scrosci di pioggia si susseguono,
E il vento freddo, languido di pena…
La sua pesante umidità,
Volge scompostamente qui e là
Una forza grigia nel cielo senza raggi
Di luce, mentre devia la…


 

The gentleness of rain was in the Wind

The gentleness of rain was in the Wind
But all the earth and all the leaves are dry.

*

Tutta nel Vento è la dolcezza della pioggia

Tutta nel Vento è la dolcezza della pioggia
E la terra e le foglie sono secche e aride.

Poeti tradotti da poeti: Francis Catalano tradotto da Valerio Magrelli

cactus-candelabro
Cactus candelabro (Foto: © sensaos. Fonte: flickr.com)

CHECK-IN CHECK-OUT
(crépuscules/crepuscoli)

Francis CATALANO

Traduzione dal francese di Valerio Magrelli

LE CIEL EN PETITES COUPURES à plates
coutures que tranche
la ligne-hache des montagnes
acérées arides
retailles de papier volt-
igeant bleu par-
delà les pics ocres les
socles esthétiques
avions de chasse furtifs dissimulés
dans les pétroglyphes
ici-bas un noyau de pêche irréel
roule irrégulier irradié
sur la voie carrossable chauf-
fée par les pneus les nœuds
par le peu d’âme le trop plein
de rien dans les réservoirs
d’essence et les
réserves d’indiens :

(Du matin)

*

IL CIELO A PICCOLI TAGLI a taglia
e cuci che taglia
la linea-ascia delle montagne
affilate aride
ritagli di carta azzurra svo-
lazzante oltre i picchi ocra oltre
gli zoccoli estetici
aerei da guerra furtivi dissimulati
nei petroglifi
un nocciolo di pesca irreale
rotola irregolare irradiato
quaggiù sulla via carrozzabile riscaldata
dagli pneumatici dai nodi
da quel poco d’anima dal troppo pieno
di nulla nei serbatoi
di benzina e le
riserve indiane :

(Del mattino)


Tout est régi par l’éclair
Héraclite

L’APACHE TRAIL la paix
la grande paix (on dit qu’elle s’achète)
avec énergie d’images
privées de couilles les cactus à candélabres
défendent leur aride espace leur
alcool leur système de refroidisse-
ment endo-végétatif
cactus-fréon petits bonhommes de chemin
bras en l’air caquet bas cactées gras
cependant qu’un éclair-aiguille zig-
zague dans le ciel bleu blanc
rouge pâle tel un aigle
safran en boucle tournoie
lentement et frappe
dans le nihil dans le mille
dans un nuage
de poussière :

(Antique surface)

*

Tutto è retto dal lampo
Eraclito

L’APACHE TRAIL la pace
la grande pace (si dice che si puo comprare)
con energia d’immagini senza coglioni
i cactus a forma di candelabri
difendono il loro arido spazio il loro
alcool il loro sistema di raffredda-
mento endo-vegetativo cactus-freon
l’omino che va sano e va lontano
con le braccia in alto poche chiacchiere cactacee grasse
mentre un lampo-aquila va a zig-
zag nel cielo bianco azzurro rosso pallido
come in circolo un aquila zafferano
ruota lentemente
e colpisce nel nihil nel centro
in una nuvola
di polvere :

(Antica superficie)


FUMÉ LE FUMIER miscellanées
peyotl, whisky & tobacco
font effet le sol soil oil
les fruits et légumes bio pous-
sant dans les sillons de l’encé-
phale sont des protocerveaux
protubérances du Colorado en action
déviation déniée vol à vau
l’eau vol à vau de mirage
d’un hyperdivorce post-ironique d’oi-
seaux trois cents caplets d’un anti-diarrhéique
chutant d’une trouée dans
les nuages-iguanes
qui éblouit le toit ouvrant
d’autant ouvrant qu’en route
la fiente s’annihile
s’autofertilise éclôt
ô raison merdique
tassée dans le com-
primé imagination :

(Ô raison merdique)

*

LETALE IL LETAMAIO miscellanee
peyotl, whisky & tobacco
fanno effetto il suolo, soil, oil
frutti e verdure bio che cres-
cono nei solchi dell’ence-
falo sono dei protocervelli
protuberanze del Colorado in azione
deviazione negata volo sul
pelo dell’acqua volo sul pelo del
miraggio di un iperdivorzio post-ironico di uc-
celli trecento capsule di un anti-diarreico
che cadono da un buco nelle
nuvole-iguana
che abbaglia il tetto apribile
tanto più apribile visto che strada facendo
lo sterco si annichilisce
si autofertilizza si schiude
oh ragione di merda
tutta pigiata nella pastic-
ca immaginazione :

(Oh ragione di merda)


UN AIGLE SE POSE sur un im-
posant cactus erectus
en même temps que la plume
se pose sur la page
reine col blanc écriture-rapace
elles scrutent les pépites d’or
gueil dans l’œil de l’écureuil le seuil
de tout sens toutankhamon
ibis scribe ride a highway
la plume et l’aigle juchent sur la
page-cactus reviennent à l’or
igine aux blondes herbes brûlées
aux éboulis oubliés
où par les ocres escarpements
zéro s’enfuit vers un :

(Numérisation du paysage)

*

L’AQUILA SI POSA sul po-
tente cactus erectus
mentre la penna
si posa sulla pagina
regina collo bianco scrittura-rapace
che scruta le pepite d’or
goglio nell’occhio dello scoiattolo la soglia
di ogni senso toutankhamon
ibis scriba ride an highway
la penna e l’aquila stanno appollaiate sulla
pagina-cactus tornano all’or
igine alle bionde erbe bruciate
ai ghiaioni dimenticati
dove attraverso le scarpate ocra
lo zero fugge verso l’uno :

(Scansione del paesaggio)


TANDIS QU’À BELLES DENTS le Nord
mord la queue bleu ciel de
l’animal voyageur le sud-rut
rampe tire sa langue bifide
au sud dru au sud dur
au south-mouth et au sud-out
rond comme le Nord
vu l’ivresse dans les soutes de l’Ou-
est sur les rives de l’infini
écrire de la po-asie plages du Pacifique
écrire de la porient de la poccident
po-hiémal et po-midi
écrire sur un point cardinal
« pommade et époxy » :

(Road poem III)

*

MENTRE IL NORD MORDE con grande appetito
la coda azzurro cielo dell’
animale viaggiatore il sud-ritto
striscia mostra la sua lingua biforcuta
al sud fitto al sud duro
al south-mouth e al sud-out
tondo come il nord
visto l’ebbrezza nei depositi dell’
ovest visto le rive dell’infinito
scrivere della po-asia spiagge del Pacifico
scrivere della p-oriente della p-occidente
po-iemale e po-mezzogiorno
scrivere su un punto cardinale
« pomata ed epossidico » :

(Road poem III)


LES TERRES LA PIERRE la mousse
les roses du désert les opun-
tias les tumbleweeds qui roulent
les nopals les saguaros
la blondeur du vert des papillons ar-
més de libre-arbitre par-
delà le pare-brise écran
papillons safran tels aigles safran
en vol plané grande amplitude les ailes
puis plongeant vers leur asile
dans la nature-fissure
pour rien pour le nihil l’idem
le thrill de voler l’Apa-
che Trail sous le gril au gaz solaire
la finitude de l’asphalte
routes chiffonnées ar-
rivées à leurs fins :

(Road poem IV)

*

LE TERRE LA PIETRA il muschio le o-
punzie tumbleweeds che attraversano la strada
i nopal i saguaro
la biondezza del verde e delle farfalle ar-
mate di libero arbitrio al
di là del parebrezza-schermo
farfalle zafferano come aquile zafferano
che planano con ali di grande ampiezza
poi si tuffano verso il loro asilo
nella natura-fessura
per niente per il nihil per l’idem
per il thrill di volare per l’Apa-
che Trail sotto il forno solare la griglia a gas
per la finitudine dell’asfalto
perché la strada arrivi alla
sua fine :

(Road poem IV)


PASSE UN TRAIN-SCIE polychrome
une file Malévitch de rectangles Kandinsky
le long d’un vers volumé-
trique de Sandburg
train-train locomotive nature morte vivante
imperturbable hache inex-
orable hachis de cailloutis
moteurs à combustion explosion du roc
érosion du corps et de
l’âme siècles attachés un à un au
mouvement sans frein sans
entrain vers le programme-
progrès sous la fourchette-
assiette et surtout surtout
bonnes bises aux bisons :

(Du soir)

*

PASSA UN TRENO-SEGA policromo
una fila Malévitch di rettangoli Kandinsky
lungo un verso volume-
trico di Sandburg
tran-tran locomotiva viva natura morta
imperturbabile ascia ines-
orabile macinato di breccia
motori a combustione esplosione della roccia
erosione del corpo e dell’
anima secoli attaccati uno a uno al
movimento senza freni senza
lena verso il programma-
progresso sotto la forchetta-
piatto e soprattutto soprattutto
bacioni ai bisonti :

(Della sera)


CHECK-IN CHECK-OUT la route le rite
la room le vroom voilà
qu’on double une maison mobile (nul
ne s’y attendait) puis des
motos mots-à-mots doublés
à notre tour par
les camions qu’y ont
les chiches les english les hémis-
tiches les nichons de l’Amé-
riche business
as usual :

*

CHECK-IN CHECK-OUT la strada il rito
la room il vroom ecco
che stiamo sorpassando un tir con su una
casa prefabbricata (nessuno
se lo aspettava) poi del
moto delle motociclette delle moto
a nostra volta sorpassati
dai camion ch’hanno…
gli english gli emis-
tichi i fichi le natiche dell’Ame-
ricca it’s business
as usual :


CHECK-IN CHECK-OUT aigle à deux
têtes écritures blondes
végétation-chair
à l’horizon la pierre sourit
d’une fente narquoise plus d’une
dent à son arc d’une
flèche à son carquois
aigle en aérosol sur la
pierre qui craque :

*

CHECK-IN CHECK-OUT aquila a due
teste scritture bionde
vegetazione-carne
all’orizzonte la pietra sorride
con un sorriso sornione c’è più
d’un dente al suo arco più
d’una freccia nella sua faretra
aquila in aerosol
sulla pietra che scricchiola :


CHECK-IN CHECK-OUT et tchick et tchack
c’est la police est-ce bien ma plaque?
— et est-ce moi? et est-ce là
cette auto louée une vraie marque
à mon image?—
identité lithique rainures rai-
nettes portrait-pierre
portrait-identikit :

*

CHECK-IN CHECK-OUT e chick e chack
è la polizia è davvero la mia targa?
— e sono davvero io? ed è proprio qua
questa auto affittata un’ottima marca
a mia immagine?—
identità litica scanalature ra-
ganelle ritratto-pietra
ritratto-identikit :


CHECK-IN CHECK-OUT l’appareil
photo est une Canon
s’affairant dans la mémoi-
re du Grand-Canyon
la langue sortie de sa coque tu
parles du roc le café bu
la Ducati et la Volvo
la 40 ouest les pictogram-
mes sur les panneaux
serpents sonnettes et leurs anneaux
redire l’aride dérider le
temps prendre la route le doute la voûte
le pli disparaître par le val
dans la gorge glisser :

*

CHECK-IN CHECK-OUT l’apparecchio
è una Canon nella
memoria del Grand-Canyon
la lingua uscita dal suo guscio tu
parli della roccia il caffé bevuto
la Ducati e la Volvo
la 40 ovest i pit-
togrammi sui pannelli
serpenti a sonagli e i loro anelli
ridire l’arido togliere al
tempo le rughe prendere la strada il dubbio
la volta la piega scomparire attraverso la vallata
nella gola scivolare :


CHECK-IN CHECK-OUT la radio
éteinte le soleil brille
malgré lui tel un sou
neuf le patron des montagnes
pousse l’oeil-ciseau vers
le textile ciel et on coupe
revient sur terre plus vite
que la lumière
d’un revêtement de verre fumé
les yeux se rhabillent :

*

CHECK-IN CHECK-OUT la stazione radio
spenta il sole brilla
suo malgrado come un soldo
nuovo il padrone delle montagne
spinge l’occhio-forbice verso
il tessile cielo e taglia
torna sulla terra più veloce
della luce
di un rivestimento in vetro scuro
gli occhi si ricoprono :


CHECK-IN CHECK-OUT le monde rap-
plique dans la pupille
à mille milles/seconde
l’image s’écrase dans la vallée
ennuagée nous venons de
nulle part d’une déforma-
tion géologique et nous allons vers
la forme cambrée non assou-
vie des nuages
check-in check-out ou
bon voyage :

*

CHECK-IN CHECK-OUT il mondo ritor-
na nella pupilla
a mille millisecondi
l’immagine si frantuma nella valle
rannuvolata noi veniamo dal
nulla da una deforma-
zione geologica e andiamo verso
la forma incurvata non appa-
gata delle nuvole
check-in check-out o
buon viaggio :

(Check-in check-out)


francis-catalano
Francis Catalano (Foto © Matheiu Rivard)

Francis Catalano, nato a Montreal nel 1961, ha pubblicato sei libri di poesia, tra cui qu’une lueur des lieux (L’Hexagone 2010), Premio Québecor del 27° Festival Internazionale di poesia di Trois-Rivières ed un libro in prosa, On achève parfois ses romans en Italie (l’Hexagone 2012) che è stato letto da Alice Ronfard al BAnQ (Bibliothèque et Archives nationales du Québec) nel 2014. Ha pubblicato Instructions pour la lecture d’un journal di Valerio Magrelli (Écrits des Forges 2005), Premio John Glassco per la traduzione. Cofondatore della rivista di poesia Influx (1980-85), fa parte del comitato redazionale della rivista Exit dal 2005.

Asclepiade di Samo (ante 310 a.C. – …)

isola-di-samo-copia
Isola di Samo, veduta dei resti delle terme di età romana (Elaborazione grafica di Gianluca D’Andrea)

Muore l’Idea e si cade nel basso fermentante della vita. Millenni di disincanto, più nulla. Nessun gioco, tutto gioco. Poco, prima della scomparsa. Semibuio.

Gianluca D’Andrea


Asclepiade (epigrammi scelti)

Traduzione di Alceste Angelini (Einaudi, Torino 1970)

asclepiade

 

II.

Rovescia neve e grandine, manda le tenebre,
abbrucia, scaglia fulmini, sopra la terra
nuvole spingi tutte di fuoco.
Quando mi uccidi potrò desistere.
Finché lasci ch’io viva
anche se più imperversi,
esulterò nell’orgia.
Un dio di te più forte mi trascina:
anche di te, che un giorno gli obbedivi
filtrando tra pareti di metallo,
cambiato, o Giove, in polvere d’oro.

*

VIII.

L’insaziata Filenio m’ha trafitto.
sebbene la ferita non appare
il tormento m’invade fino all’unghie.
Sono spacciato, Amori, perduto, morto:
con gli occhi chiusi ho pestato una vipera.
Ora il mio piede già tocca l’Ade.

*

IX.

Notte, sei tu, tu sola, testimone
di quanto mi fa soffrire
la figlia di Nicò,
Pitíade, coi suoi inganni.
Ci s’era dati convegno:
non da me son venuto.
Tocchi a lei un’altra volta
la medesima sorte,
e teco se ne crucci
davanti alle mie porte.

*

X.

Pioggia e notte. E per l’amore un altro male: il vino.
Soffiava un vento gelido. Ero solo.
Ma più poteva in me la bellezza di Mosco.
«Possa anche tu vagare nella notte
e non s’apra una porta a darti requie».
Questo gridai al ragazzo nella pioggia.
Ma fino a quando, Giove, questo inferno?
Calmati, Giove caro: anche tu conosci l’amore.

*

XI.

È dolce nell’arsura dell’estate
portarsi al labbro un poco di neve;
e quando l’inverno declina
ai marinai è dolce rivedere
la Corona, che annunzia primavera.
Ma la cosa più dolce, se un lenzuolo
copre due innamorati,
e i loro cuori esaltano Afrodite.

*

XIV.

Notte lunga e burrasca:
a mezza via le Pleiadi sommerge.
E io grondante di pioggia
rasento le sue porte,
trafitto dal desiderio
di quella ingannevole.
Non amore ma un fuoco disperante
Cipride m’ha scagliato!

*

XXIII.

Otto braccia più in là, mare, allontana
gl’ispidi flutti. E schiuma a più non posso e grida.
Niente di buono per te se porti via questa tomba:
troverai solo il cenere e l’ossa di Èumare.

*

XXIV.

Tu che t’accosti a questa tomba vuota,
viandante, se giungi fino a Chio,
dì a mio padre Melesàgora
che me e la nave e il carico
disperse l’Euro maligno,
e che d’Evippo resta solo il nome.

*

XXVI.

Non ho ancora ventidue anni
e già sono affranto di vivere.
Cos’è questo male?
O Amori, perché mi bruciate?
Se qualcosa m’accade,
voi che farete, Amori?
Rimarrete certo impassibili
al vostro gioco dei dadi.

*

XXXV.

Quanto m’avanza della vita ancora,
quale che sia la sua durata, o Amori,
concedete che scorra nella quiete.
O fulmini vibrate, non più frecce
contro di me, fino a ridurmi cenere
e spenta brace. Sì, colpite, Amori!
Inaridito nei tormenti invoco
da voi almeno quest’amara grazia.

Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) – due traduzioni

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Emily Dickinson

Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) – due traduzioni

Emily Dickinson

(135)

Water, is taught by thirst.
Land – by the Oceans passed.
Transport – by throe –
Peace – by its battles told –
Love, by Memorial Mold –
Birds, by the Snow.

(c. 1859)

Traduzione (Gianluca D’Andrea):

L’acqua è insegnata dalla sete.
La terra – dagli oceani attraversati.
Il trasporto – dal più cupo dolore –
La pace – dai racconti di battaglie –
L’amore, da un’impronta nella memoria –
Gli uccelli, dalla neve.

*

Emily Dickinson

(1678)

Peril as a Possession
T’is Good to bear
Danger disintegrates Satiety
There’s Basis there –
Begets an awe
That searches Human Nature’s creases
As clean as Fire

Traduzione (Gianluca D’Andrea):

Il rischio è un possesso
che conviene indossare –
il pericolo disintegra alla base
la sazietà –
induce uno sgomento
che scandaglia ogni fibra umana
purificandola come fuoco

Lebensweisheitspielerei

Wallace Stevens

Lebensweisheitspielerei

(Traduzione e nota di
Gianluca D’Andrea)

Segue la traduzione di “The Snow Man”: in qualche modo conclude la temperie della percezione del vuoto di realtà e dell’identificazione inglobante tra io e mondo presente in quel testo (e nella raccolta Harmonium in generale) e ri-apre alla distinzione che crea relazione in una fase esistenziale (The Rock è la raccolta senile) che pare aggrapparsi agli estremi bagliori del contatto.
Per le motivazioni del traduttore non c’è molto da aggiungere a quanto espresso nel cappello introduttivo di “The Snow Man” al quale rimando (Quaderno di traduzioni – Poesia, in Testo a fronte, N° 41 – II semestre 2009, pp. 172, 173); semmai, in accordo ulteriore con le scelte stilistiche di Stevens, mi preme precisare che la pregnanza retorica degli esordi è sostituita da un dettato più asciutto e discorsivo seguendo il quale mi sono orientato.

Lebensweisheitspielerei

Weaker and weaker, the sunlight falls
In the afternoon. The proud and the strong
Have departed.

Those that are left are the unaccomplished,
The finally human,
Natives of a dwindled sphere.

Their indigence is an indigence
That is an indigence of the light,
A stellar pallor that hangs on the threads.

Little by little, the poverty
Of autumnal space becomes
A look, a few words spoken.

Each person completely touches us
With what he is and as he is,
In the stale grandeur of annihilation.

*

Lebensweisheitspielerei

Sempre più fiacca la luce del sole cala
nel pomeriggio. I superbi ed i forti
sono svaniti.

Quelli rimasti sono gli incompiuti,
i finalmente umani,
nativi di un cielo scemato.

Loro indigenza è un’indigenza
che è indigenza della luce,
un pallore stellare che pende dai fili.

A poco a poco, la povertà
dell’autunnale spazio diventa
sembianza, pronuncia di alcune parole.

Ogni persona completamente ci tocca
con quel che è e poiché è,
nella scaduta grandiosità dell’annichilimento.