Breve nota a “Nuovo Inizio” di Gianluca D’Andrea

La dimora del tempo sospeso

Leggo Nuovo Inizio di Gianluca D’Andrea come un ambizioso, coraggioso poema contemporaneo, come un multiforme progetto, come una rischiosa proposta. E dico subito che quel mio leggo possiede già un difetto, perché esso fa pensare alla lettura di un testo almeno lineare, di un testo composto secondo la tradizionale scansione in versi e in pagine, scansione che continua, spesso, ad accomunare pubblicazioni “in rete” e pubblicazioni cartacee. E, invece, Nuovo Inizio è sì un poema, ma è anche un esperimento e, dicevo, una rischiosa proposta perché Gianluca, che ha già all’attivo pubblicazioni in volume di notevole valore e la cui poetica è estremamente consapevole e avvertita, ben lontana da qualunque intimismo e vezzo letterario, ha voluto, direi ha accettato il rischio di comporre quello ch’egli stesso definisce ipertesto e l’ha fatto coerentemente con lo sviluppo delle sue riflessioni e, appunto, della sua poetica.

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