La voce dei Poeti: Cenere o terra, Fabio Pusterla – su Zest | Letteratura Sostenibile

La nuova rubrica di poesia di Zest a cura di Gianluca D’Andrea

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foto dal web

Cenere, o terra, Fabio Pusterla

Agli albori dell’opera di Fabio Pusterla è subito avvertibile la tendenza allo scavo nelle potenzialità “erosive” della lingua che, nelle sue capacità espressive e comunicative, manifesta la necessità di testimoniare.

L’indizio cogente di questa scrittura tensiva, nervosa – per niente pacificata sotto il velo di una sintassi lineare e di un lessico “comune” – è il ritmo. L’accumulazione retorica è il tratto stilistico più evidente, spiegabile nella spinta etica che, pur scontrandosi con l’alterità, cerca strategie di “rimedio”, adattamenti del soggetto alla mutazione del contesto. Agonismo di chi non si arrende alle forze contrarie – esterne, ctonie – ma con i coaguli delle “stesse” parole rilancia il suo assillo: offre una risposta al possibile silenzio, conglomera, per non cedere.

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11 settembre 2001 – 11 settembre 2017. Un’ombra

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Lettura #300, 27 agosto 2017, p. 30 (Foto ed elaborazione grafica di Gianluca D’Andrea). In evidenza Jasper Johns, “Flag”, 1954-1955

11 settembre 2001 – 11 settembre 2017. Un’ombra

L’ombra del 2001

Inizia il terzo millennio e il primo
segnale che qualcosa di mostruoso
possa germogliare è il buio in mezzo
all’Asia. Ma occorreva risparmiare
e l’umiltà è la nostra forza, passavamo
dal tungsteno monocristallino, quale
ricchezza nelle parole, all’uranio
impoverito, meno costoso ma carico
di regali anche a gennaio. La Befana
ha nel sacco il ramo cadetto di un cespuglio
texano, un tipo particolare di gemmazione:
rancorosa, vendicativa, violenta.
Isteria, pazzia, velocità
dell’informazione. Wiki e MCD
e cloni e c’era Napster, musica gratis
in ogni dove, un paradiso. Poi
quest’anno malefico. Erika e Omar
fanno a pezzi la famiglia ma in Olanda
si festeggiano i primi matrimoni gay. Annus
horribilis dov’è il discrimine tra amore e odio,
tra la buona morte e la cattiva?
Da quale sasso cosmico il virus della vita?
Addio Carlo per un G8 andato a rotoli,
addio all’uomo, The Falling
Man che cerca la caduta, l’atto subalterno
alla disperazione – attaccamento
alla vita-morte-vita – rebus
di risposte, attentati preventivi
alla nostra salvaguardia, dissolta
in piagnistei multitasking. Perché dobbiamo
creare di più, pluriattivarci
nell’odio, nell’amore, nella commozione,
morte-vita-morte. Era solo
un undici settembre, martedì,
dies mirabilis, meraviglia dello scompiglio
mediatico, salto quantico dell’uomo
in caduta, vita-morte-vita? Morte.
Da allora, l’espulsione periodica
di linee spettrali che squilibrano
il sistema, una cascata d’ombre
che ci allena alla deriva, WTC.

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Il Presidente Barack Obama, con l’ex sindaco Michael Bloomberg, osserva le foto delle vittime (Official White House foto by Pete Souza)

Anthrocene (Nick Cave and the Bad Seed)

All the fine winds gone
And this sweet world is so much older
Animals pull the night around their shoulders
Flowers fall to their naked knees
Here I come now, here I come
I hear you been out there looking for something to love
The dark force that shifts at the edge of the tree
It’s alright, it’s alright
When you turn so long and lovely, it’s hard to believe
That we’re falling now in the name of the Anthrocene

All the things we love, we love, we love, we lose
It’s our bodies that fall when they try to rise
And I hear you been looking out for something to love

Sit down beside me and I’ll name it for you
Behold, behold
The heaven bound sea
The wind cast its shadow and moves for the tree
Behold the animals and the birds and the sky entire
I hear you been out there looking for something to set on fire
The head bow children fall to their knees
Humbled in the age of the Anthracene

Here they come now, here they come
Are pulling you away
There are powers at play more forceful than we
Come over here and sit down and say a short prayer
A prayer to the air, the air that we breathe
And the astonishing rise of the Anthrocene

Come on now, come on now
Hold your breath while you’re safe
It’s a long way back and I’m begging you please
To come home now, come home now

Well, I heard you been out looking for something to love
Close your eyes, little worm
And brace yourself